ONU: storico accordo con i paesi musulmani per le donne

E una dichiarazione storica per i diritti delle donne quella firmata venerdì presso l’ONU. Dopo due settimane di negoziazioni a New York tra i 193 Stati membri dell’organizzazione, l’Iran, la Libia, il Sudan e altri paesi musulmani hanno accettato un testo che denuncia le violenze nei confronti delle donne definendo un codice di condotta per affrontarli.  

In un’ondata di applausi e le grida di gioia, Michelle Bachelet, direttrice esecutiva dell’ONU, ha qualificato la riunione come “storica”, lasciando successivamente il proprio posto per riprendere la carriera politica in Cile, di cui è stata Presidente. 

Nella fase iniziale delle negoziazioni si sono verificati alcuni blocchi tra l’Iran, il Vaticano e la Russia, che si sono schierati per un’ alleanza conservatrice mentre i paesi occidentali spingevano per l’adozione di un testo vigoroso.

I paesi musulmani si sono opposti al fatto che relazioni sessuali imposte alla moglie dal marito possano essere considerate come stupro. I Fratelli musulmani in Egitto stimano che il testo in discussione all’ONU è contrario all’islam e condurrebbe alla perdita totale della società nel caso entrasse in vigore. La posizione sostenuta dai Fratelli musulmani ha rischiato fino all’ultimo minuto di far saltare gli accordi, proprio come successe nel 2003. Finalmente, i paesi musulmani hanno consentito all’integrazione di un paragrafo che evidenzia che le violenze non possono giustificare “nessuna tradizione, costume o coniderazione religiosa”. 

La dichiarazione chiesta dagli Stati “condanna con la forza qualsiasi forma di violenza contro le donne e le bambine e di astenersi dall’invocare la religione o la tradizione per sottrarsi ai loro obblighi di porre fine alle violenze”. Particolare attenzione è stata manifestata ponendo una condizione per l’abolizione delle pratiche e delle leggi discriminatrici nei confronti delle donne e dei bambini o di chi considera come accettabile la violenza esercitata così come le violenze domestiche nei loro confronti.

Manuel Giannantonio

17 marzo 2013

 

 

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