Iraq: 18 vittime e 30 feriti in un attentato al Ministero della Giustizia

Diciotto persone sono state uccise giovedì in tre attentati e nell’assalto al Ministero della Giustizia condotto da uomini armati nel pieno centro di Bagdad, nei pressi di un settore di alta sicurezza, ultimo episodio di un mese di violenza a una settimana del 10° anniversario dell’invasione dell’Iraq.  Questi attacchi non sono stati rivendicati ma i gruppi armati sunniti, Al Qaeda in Iraq, se la prendono regolarmente con le forze di sicurezza e con i rappresentati del governo sciita Nouri al-Maliki.

Tre bombe sono esplose vero le 13h30 (10H30 GMT) nel quartiere di Allawi che ospita diversi ministeri, tra i quali quello della Giustizia, secondo le fonti della sicurezza. Nello stesso momento, alcuni uomini hanno lanciato un assalto contro il Ministero della Giustizia che si trova circa a 200 metri della “zona verde” che ospita il Parlamento e numerose ambasciate, secondo le testimonianze raccolte dai media locali. In totale, 18 persone sono state uccise e altre 30 ferite, come indicato da un responsabile del Ministero degli Interni.

 

“Dei terroristi hanno tentato di penetrare all’interno del Ministero della Giustizia”, ha spiegato ai media locali Sabah Nouri, portavoce dei servizi antiterrorismo, aggiungendo che le esplosioni delle tre bombe sono state coordinate con l’attacco contro il ministero.

Una fonte del centro di comando delle operazioni di Bagdad ha affermato che “i tre uomini sono stati uccisi all’interno del palazzo”, ma il portavoce del ministero della giustizia, Haider al-Saadi sostiene che gli scontri sono avvenuti all’esterno.

Il responsabile del ministero degli interni ha indicato che due uomini sono stati uccisi durante gli scontri mentre altri due sono morti facendosi esplodere all’interno di alcuni veicoli. Un impiegato del ministero della Giustizia ha indicato che il personale si è messo in fuga opponendosi alle forze di sicurezza poste intorno all’edificio.

Le violenze continuano a susseguirsi in Iraq nonostante siano diminuite rispetto al biennio 2006-2008. Gli insorti mirano alla polizia, all’esercito, alla comunità sciita, ma anche agli iracheni implicati nella vita politica locale o nazionale.

Giovedì l’ennesimo attentato con bomba era indirizzato a uno dei candidati per le elezioni provinciali del 20 aprile nella provincia di Salaheddine nel nord del paese. Un altro candidato per lo scrutinio di aprile è stato rapito nella notte con altri membri della famiglia nel nord di Bagdad.

La campagna elettorale si svolge in un contesto estremamente teso. Dalla fine di dicembre, delle manifestazioni sono state organizzate nelle regioni a maggioranza sunnita per reclamare le dimissioni di Maliki. 

Manuel Giannantonio

15 marzo 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook