Stati Uniti: l’amministrazione Obama contro il cyber terrorismo

Di fronte al Senato Americano, gli alti responsabili dei Servizi Segreti hanno moltiplicato, martedì 12 marzo, gli allarmi sulla vulnerabilità della nazione allo cyber spionaggio, al cyber crimine e alla distruzione di database informatici, che siano attacchi condotti dagli Stati, da cyber terroristi o da gruppi di hacker criminali. Uno dei rischi maggiori che la nazione può subire. Rischi elevati a tal punto da turbare le notti del direttore dell’FBI (Federal Bureau Investigation), Robert Mueller

 

A Washington il Presidente Obama ha dichiarato in un’intervista concessa al canale Americano ABC: “Ciò che è vero, è che abbiamo subito un netto aumento degli attacchi informatici ai danni della nostra sicurezza informatica. Alcuni sostenuti dallo Stato altri da criminali. Siamo stati chiari con i cinesi, spiegando loro che ci aspettiamo che rispettino le convenzioni e le leggi internazionali”.

Il caso ha preso una piega personale per il Presidente Obama. Martedì sono state avviate alcune inchieste dall’FBI e dai Servizi Segreti per stabilire se Michelle Obama sia stata effettivamente vittima di una divulgazione dei suoi dati bancari per un sito internet. “Un grosso problema”, ha commentato Barack Obama. Tuttavia, la sua crociata contro il cyber terrorismo trova una fonte in incidenti di portata maggiore.

L’anno scorso dei cyber attacchi sono stati condotti contro numerose banche americane e un attacco di portata maggiore è stato indirizzato nei confronti di una compagnia petrolifera saudita che ha subito la distruzione di 30 000 computer. Nel corso delle ultime settimane gli Stati Uniti hanno dovuto fronteggiare un numero crescente di tentativi di presunti hacker cinesi che hanno tentato di penetrare nei database delle imprese e delle infrastrutture americane. Pechino ha negato formalmente il tutto.     

Solo la Cina e la Russia sono capaci di attacchi di questa portata. Per prevenire ulteriori simili eventualità l’esercito ha formato unità offensive che il Pentagono utilizzerà per difendere il paese nel caso di cyber attacchi.  

Questi avvisi da parte del capo dei servizi segreti e della sicurezza nazionale, commenta l’autorevole Wall Street Journal, “si inseriscono in una campagna aggressiva condotta dall’amministrazione Obama per attirare l’attenzione sulla cyber sicurezza e suscitare azioni per contrastare i tentativi di infiltrazione e di attacchi che questi responsabili hanno presentato come sfruttabili per condurre alla presa di comando di un sito nucleare o per perturbare il sistema finanziario”.

Nel suo discorso presso l’Unione, lo scorso febbraio, il 44° Presidente degli Stati Uniti rilevò “la minaccia crescente dei cyber attacchi” e firmò un decreto per migliorare la protezione dei sistemi informatici. La settimana seguente la sua amministrazione ideò una strategia per combattere il furto di dati industriali. Da quell’episodio Obama conduce campagne di profitto nella cerchia della cyber sicurezza.

Il crimine informatico e lo spionaggio numerico si sono imposti nelle ultime settimane come un soggetto scottante nelle già tese relazioni tra Washington e Pechino. Il 20 febbraio, l’amministrazione Obama promise una vigorosa reazione al furto di dati industriali in un documento che menzionava numerosi esempi di attività con profitto cinese. Pechino si è immediatamente difesa dichiarando di non aver mai avviato un’operazione per il furto di dati industriali, nonostante l’identificazione da parte di una società americana di sicurezza informatica di un palazzo della periferia di  Shangai dal quale gli attacchi in questione sarebbero stati condotti.

Il Presidente Obama ha tuttavia messo in guardia tutti contro la “retorica bellicosa” in caso di cyber attacchi. “C’è una grande differenza tra il fatto di essere impegnati nella lotta al cyber terrorismo rispetto nell’essere impegnati in una vera guerra”. 

 

Manuel Giannantonio

14 marzo 2013

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