Siria: USA rompono dialogo con la Russia

Siria: USA rompono dialogo con la Russia

Gli Stati Uniti si ritirano dalle discussioni sul cessate il fuoco ad Aleppo. La Russia sospende la sua partecipazione a un incontro per il raggiungimento di un accordo di controllo su armi della guerra fredda

WASHINGTON D.C – Mosca e Washington non sono mai stati così distanti come oggi, mentre il più grande ospedale di Aleppo ha subito nuovi bombardamenti. Gli Stati Uniti hanno annunciato che interromperanno le negoziazioni con Mosca sugli intenti del raggiungimento del cessate il fuoco in Siria. Il presidente russo Vladimir Putin, ha deciso di sospendere la propria partecipazione a un accordo firmato con Washington nel 2000 che prevedeva l’eliminazione di 34 tonnellate di plutonio militare avanzato dagli utilizzi della guerra fredda riciclandoli sotto forma di MOX (un combustibile ossido misto), per uso civile.

Il quotidiano The New York Times è decisamente scettico dopo l’annuncio dell’amministrazione Obama che continuerà a studiare tutte le soluzioni e le opzioni alternative. “Sappiamo che il presidente Obama è riluttante a intervenire nella guerra civile siriana dove c’è stato il rischio di scontri fortuiti con l’esercito russo”, ha dichiarato la Casa Bianca.

Il The Washington Post invece torna ad analizzare la reazione del Cremlino, “una misura largamente simbolica”: il presidente russo ha fatto sapere che il suo ritorno nell’accordo è sospeso a diverse condizioni, tra le quali “la riduzione della presenza militare americana nei paesi della NATO confinanti con la Russia, la sospensione delle sanzioni prese contro la Russia e la compensazione delle perdite subite da Mosca”.

Il Financial Times invece segna che “l’attuale situazione probabilmente rilancerà una serie di discussioni presso l’amministrazione Obama a proposito dell’intensificazione del suo sostegno all’opposizione anti Assad, che rischia di essere schiacciata ad Aleppo”. Inoltre, il quotidiano britannico ricorda che la Casa Bianca ha costantemente respinto l’idea di un impegno americano più sostenuto, che potrebbe provocare un confronto diretto con le forze dell’ordine del regime siriano o con i Russi.

Gli effetti del fallimento di Obama in Siria

L’Economist compara Aleppo a Grozany ricordando che “ogni volta che si dice che nulla di peggiore possa arrivare per la Siria, arriva puntualmente”. Il giornale stima che la Siria resterà una macchia della presidenza Obama e che “l’Ovest deve continuare a parlare con Putin e mantenendo le sanzioni europee per contenere il suo avventurismo. Putin è un lordo ma non è irrazionale. Continuerà ad applicare il suo vantaggio finché saprà che l’Ovest non può muoversi. Ma indietreggerà senza dubbio, come capirà che qualcosa di serio sta concretizzandosi”.

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