Corea del Nord: paese sul piede di guerra

Mentre gli Stati Uniti e la Corea del Sud discutono di manovre militari di grandi ampiezze, Kim Jong Un, che ha moltiplicato le provocazioni dopo la sua ascesa al trono, mobilita il paese intero. Le manovre considerate dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud sono concepite dalla Corea del Nord come un tentativo di invasione da Pyongyang. Si teme un depistaggio militare, in particolare durante l’esibizione annuale Key Risolve che si svolgerà fino al 21 marzo. Il regime Nord-coreano ha sospeso l’armistizio concluso nel 1953, in replica a questo gioco di guerra.

 

Nel corso della propaganda nord coreana con la quale è stata esaltata la statura del comandante supremo Kim Jong Un, Seul ha messo le truppe in stato di allerta lungo la frontiera che divide la penisola da 60 anni. “Il Nord passerà all’azione, sia bombardando un’isola come quella di Yeonpyeong nel 2011 sia nel condurre una provocazione mirata lungo il confine. E se non faranno nulla perderanno la faccia”, come dichiarato da Paik Woeyal, esperto presso l’Università Sungkyunkwan a Seul.  

A Pyongyang i media ufficiali hanno creato un clima di mobilitazione marziale al regno moltiplicando le immagini del leader che visita le unità sul fronte, scatenando scene di isteria al suo passaggio. Questa mattina il Rodong Sinmun, il quotidiano del Partito consacra nove pagini alla crisi. 

Quindici mesi dopo l’ascesa al trono, il dirigente che non avrebbe ancora trent’anni, può sfruttare la crisi per consolidare il suo stato sulla scena internazionale ma anche interna. Forte del successo del lancio del missile Unha3 nel mese di dicembre, che piazzò un satellite in orbita, il giovane leader vuole sfruttare il vantaggio per la sua impresa. Dal mese di gennaio, la Corea del Nord ha moltiplicato le provocazioni negli incontri con la comunità internazionale conducendo il test atomico il 12 febbraio e minacciando dunque gli Stati uniti di “colpi preventivi termonucleari”. Da questa mattina, Pyongyang non risponde più agli appelli di Seul. 

Nella capitale sud coreana, la nuova Presidente Park Guen Hye ha tenuto lunedì, in un clima di crisi, la sua prima riunione. La figlia dell’autocrate Park Chung hee ha dichiarato la propria fermezza ma rifiutandosi di svelare il suo gioco e l’ampiezza della replica alla provocazione. Nemmeno il pericolo di un conflitto generale è giudicato limitato tanto che il rischio dell’autodistruzione è particolarmente elevato per il regime totalitario di Kim. Seul teme un colpo a sorpresa.

Manuel Giannantonio

11 marzo 2013

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