USA: cosa ci dice il primo confronto televisivo tra Clinton e Trump

USA: cosa ci dice il primo confronto televisivo tra Clinton e Trump
Donald Trump e Hillary Clinton durante lo scontro televisivo - Foto: Telegraph.co.uk

Il verdetto della stampa a stelle e strisce è apparentemente incontestabile: Hillary Clinton vince il primo scontro contro Donald Trump

NEW YORK CITY – Il primo grande dibattito televisivo chi si é svolto alla Hofsra Univesity, presentato dal moderatore Lester Holte, 57 anni, ha tenuto incollati allo schermo oltre 100 milioni di americani. I sondaggi sono chiari, al momento danno in netto vantaggio proprio l’ex first lady. Tuttavia, sappiamo bene quanto gli stessi sondaggi siano in realtà soggetti a repentini cambiamenti.

Lo scontro di 90 minuti è stato senza esclusione di colpi. I temi sul tavolo sono proprio quelli tanto attesi: politica estera, immigrazione, questione razziale, economia e sicurezza. Temi interpretati in maniera diametralmente opposta dai due contendenti. Evidente l’esperienza di Hillary sulla questione estera (soprattutto in virtù del suo passato da segretario di Stato nel primo mandato di Obama), mentre Trump è apparso decisamente più impacciato. Spunta però il Donald Trump che non ti aspetti. Sì, perché se Hillary ha dato sfogo della sua consueta compostezza e figura istituzionale, il “one man show” è apparso insolitamente pacato, controllato, in vesti decisamente “presidenziali”. Tenendo a freno il suo temperamento manifestando un self control di tutto rispetto, ha dato un’immagine di sé che non siamo abituati a vedere. Questa scelta per quanto ponderata, rappresenta forse proprio uno svantaggio. Il tycoon della grande mela è solito esibirsi manifestando la sua proverbiale sfacciataggine e arroganza che l’hanno reso celebre, soprattutto, dal punto di vista mediatico. Un Trump che non fa il “Trump” è sicuramente più facile da affrontare.

Trump va subito giù duro e se la prende con l’amministrazione Obama che in questi otto anni, secondo lui, ha lasciato un paese privo di leadership mentre sul versante Medio Oriente avrebbe creato un macello tale da generare il sedicente Stato islamico. L’ex governatrice dello Stato di N.Y, accusa Trump di non aver mai pubblicato la sua dichiarazione dei redditi e sottolinea, la gravità della simpatia esposta nei confronti del presidente russo, Vladimir Putin.

La politica estera sembra proprio essere il tallone di Achille di Trump, consapevole della debolezza, Hillary rincara la dose: “Noi abbiamo piegato Teheran con le sanzioni, Trump avrebbe fatto la guerra”. Nella discussione sopraggiunge anche la questione Israele della quale Trump ha detto: “Gerusalemme è stata la capitale eterna del popolo ebraico per oltre 3000 anni”. Perciò, l’eventuale amministrazione Trump ”riconoscerebbe Gerusalemme come capitale indivisibile dello Stato d’Israele”. Inoltre, il tycoon ha assicurato che in caso di elezione: ”Fra Israele e Usa sarà avviata una straordinaria cooperazione strategica, tecnologica, militare e di intelligence”. Hillary, invece, ha dichiarato dopo un incontro con Netanyahu a NY: “Un Israele forte e sicuro è vitale per gli Stati Uniti”. Sostanzialmente, l’impegno con Israele rimane.

A sinistra, il repubblicano Donald Trump, 70 anni. A destra, la democratica Hillary Clinton, 68 anni - Foto: Vionews
A sinistra, il repubblicano Donald Trump, 70 anni. A destra, la democratica Hillary Clinton, 68 anni – Foto: Vionews

Lo scontro poi si focalizza, come si aspettavano in molti, sulle ultime vicende riguardo la salute della candidata democratica. “Non ha la tempra e l’energia per fare il presidente. Io ho il carattere da vincente”.  Questo affondo era prevedibile come quello sulla mancanza di trasparenza dell’amministrazione Clinton nel comunicare lo stato di salute della candidata.  La Clinton però non si fa cogliere impreparata e ribatte: “Prima di parlare Donald deve dimostrare di poter visitare 112 paesi come ho fatto io da segretario di Stato. Così insulta solo le donne”. Ecco, le donne, un’altra questione spinosa per quello che è stato spesso etichettato come sessista. L’altro colpo atteso in questo senso era il tema del tradimento di Bill Clinton e del conseguente “Sex Gate” ma inaspettatamente, Trump ha dichiarato di non aver affrontato il tema per il rispetto di Chelsea [la figli dei coniugi Clinton, ndr].

Cosa dice la stampa americana:

La stampa a stelle e strisce sembra essere d’accordo sull’esito dell’incontro e da vincente proprio la Clinton anche se sono quasi tutti d’accordo nel ribadire che siamo solo all’inizio.

“Clinton batte Trump – ma la campagna non è ancora finita”The Washington Post

L’autorevole quotidiano della capitale descrive uno scontro “tra due avversari determinati” e che ha “superato le attese”. Per il quotidiano di Washington, il momento topico è stato il dibattito sulla questione del certificato di nascita di Obama, Hillary ha accusato Trump di “bugie razziste” sui dubbi della cittadinanza del 44° presidente americano.

“Clinton passa da esitante ad ardente”The New York Times

La conclusione del quotidiano di NY è sostanzialmente la stessa di quello di Washington D.C: durante il dibattito, la candidata democratica ha evoluto un’attitudine incerta fino a un atteggiamento di fermezza a tratti sorprendente.  “Nemmeno tutta l’esperienza del mondo avrebbe potuto preparala all’uragano formato dalla deformazione dei fatti, le interruzioni provocatorie e la tempesta dei luoghi comuni. Lentamente ma progressivamente, Clinton ha appreso come contrastare Trump”, scrive il giornale della grande mela.

“Clinton ha spinto Trump sulla difensiva” CNN

Per il sito d’informazione americana, “Clinton ha destabilizzato il suo rivale sul rifiuto di pubblicare la sua dichiarazione dei redditi”. La Clinton, agli occhi della CNN, “ha dato una forte impressione, dando prova di competenza politica”.

“Clinton ha colpito più forte di Trump” Los Angeles Times

Il giornale della West Coast esprime un giudizio che può accodarsi a quello degli altri grandi della stampa Americana. Grafici e video alla mano, Hillary ha senz’altro portato a casa il match.

Cosa ci dice, dunque, il primo scontro televisivo? I risultati condivisi dalla stampa Americana sono essenzialmente la giusta analisi di quanto accaduto. Trump, un po’ spersonalizzato nelle vesti di un candidato insolitamente autocontrollato, si è snaturato mostrando il fianco al suo avversario che si presentava all’appuntamento con qualche problemino.

I due candidati più anziani della storia degli Stati Uniti a concorrere alla Casa Bianca, hanno ribadito quanto affermato fino ad oggi nelle loro rispettive campagne elettorali durante le primarie. La Clinton appare favorita in virtù dei risultati, della sua indiscutibile esperienza in materia e per la sua grande figura istituzionale. Trump, è apparso molto impacciato su un tema come gli esteri che è decisamente troppo importante per chi si siede nella sala comandi della prima potenza mondiale. Siamo solo alla fine del primo round ma la strada che porta alle elezioni non è poi così lunga. Ci si gioca molto, moltissimo in questi due mesi e ad oggi, è Trump che deve recuperare terreno. Ma non vendere la parrucca dell’, ehm, pardon, la pelle dell’orso prima di averlo…

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