Corea del Nord: Pyongyang lancia minaccia nucleare a Washington

A qualche ora dalla riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU che dovrebbe rinforzare le sanzioni contro Pyongyang dopo il terzo test nucleare, la Corea del Nord ha accusato giovedì gli Stati Uniti di voler scatenare una guerra atomica e minacciato Washington di un colpo nucleare “preventivo”. 

 

Dopo aver alzato la tensione minacciando di denunciare l’accordo di armistizio ponendo fine alla guerra della Corea nel 1953, il regime nord-coreano ha di nuovo rinforzato la propria retorica bellica. “Poiché che gli Stati Uniti si apprestano a scatenare una guerra nucleare, le nostre forze armate rivoluzionarie si riservano il diritto di lanciare un attacco nucleare preventivo per distruggere gli aggressori”, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Affari esteri nord coreano.

Citato dall’agenzia ufficiale KCNA, ha ugualmente avvertito che una seconda guerra di Corea era “inevitabile” dopo che Washington e Seul hanno rifiutato di annullare grandi manovre militari congiunte previste per la settimana prossima. L’annullamento dell’armistizio prenderà effetto dall’inizio di queste manovre secondo lui.

Il giornale ufficiale del partito unico, il Rodong Sinmun, minaccia nelle sue pagine l’eventualità di una “guerra termonucleare”. “La guerra non sarebbe confinata solo lunga la Corea”, denuncia il giornale stesso in quanto allude all’arsenale balistico del paese, capace di colpire il territorio americano, in particolare le isole del Pacifico. La televisione nord coreana ha diffuso delle immagini di un importante raggruppamento dei militari e dei civili giovedì presso Pyongyang, in piazza Kim Il Sung, fondatore della repubblica popolare democratica della Corea nel 1948, per denunciare “l’aggressione americana”. 

Il Consiglio di sicurezza dovrebbe riunirsi giovedì a New York al fine di votare un testo proposto da Washington e Pechino imponendo nuove sanzioni alla Corea del Nord per impedire loro di procurarsi la tecnologia necessaria allo sviluppo dei suoi programmi nucleari e balistici. Si tratta sostanzialmente di bloccare tutte le relazioni finanziarie, compreso i trasferimenti liquidi, dato che gli stessi potrebbero  essere utili alla Corea del Nord per dotarsi di armi atomiche e missili a lunga portata.  

Dall’annuncio del terzo tentativo nucleare nord coreano del 12 febbraio, dopo quelli del 2006 e del 2009, il Consiglio di sicurezza dell’ONU  aveva annunciato l’intenzione di applicare “misure appropriate” con una nuova risoluzione. Secondo l’ambasciatore russo dell’ONU Vitali Tchourkine, nessuno dei 15 paesi del Consiglio  ha chiesto modifiche maggiori al progetto proposto da Washington e da Pechino. Dopo le sanzioni del 2006 senza effetti sul regime, l’ambizione di questa risoluzione è secondo alcuni diplomatici, tarare le risorse finanziarie militari di Pyongyang.

La Corea del Nord ha proceduto con successo nel mese di dicembre al lancio di un missile, a vocazione spaziale, secondo Pyongyang, in realtà un missile di lunga portata secondo gli Occidentali e due mesi più tardi ha realizato un terzo tentativo di natura nucleare, suscitando la collera della comunità internazionale. 

 

Manuel Giannantonio

7 marzo 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook