Charlotte: non si placano le proteste. ‘Ambiguo’ il video dell’uccisione

Charlotte: non si placano le proteste. ‘Ambiguo’ il video dell’uccisione

Terza notte di proteste a Charlotte in Noth Carolina a seguito dell’uccisione di un 43enne di colore, Keith Lamont Scott, in un parcheggio della città da parte della polizia locale. Il video che riprende la morte è in possesso delle forze dell’ordine ed è stato mostrato alla famiglia del defunto che ha chiesto di poter rendere pubblica la registrazione. Il capo della polizia locale, Kerr Putney, è invece intenzionato a non voler rilasciare la ripresa all’opinione pubblica per evitare di mettere a repentaglio le indagini. La NBC ha reso noto nelle ultime ore delle riprese confuse della moglie di Scott che mostrano le sequenze successive alla sparatoria.

Le forze dell’ordine riportano di aver aperto il fuoco sull’uomo di colore perché quest’ultimo non avrebbe deposto una pistola dopo essere stato intimato a farlo. I familiari dell’uomo sostengono invece che Scott aveva in mano solo un libro ma la polizia locale ha chiarito che sulla scena del crimine non è stato trovato nulla di simile. Justin Bamberg, un legale della famiglia Scott, dopo aver visionato le riprese dello sfortunato evento ha dichiarato che non c’è nulla che mostri l’uomo agire in modo aggressivo, minaccioso o anche solamente con comportamento pericoloso. “Dal video” ha aggiunto “è impossibile capire cosa Scott avesse in mano o se teneva qualche cosa”. Sullo stesso video la sindaco di Charlotte ha chiarito: “Non è un’immagine molto chiara e la pistola in questione è molto piccola… non è così facile da vedere: la registrazione è ambigua”.

Alla morte dell’uomo hanno fatto seguito tre notti di forti proteste nella città di Charlotte da di centinaia di persone. I dimostranti denunciano l’ennesima morte ingiustificata di un nero da parte delle forze dell’ordine e richiedono la pubblicazione del video dell’uccisione. La città è tutt’ora sottoposta al regime di coprifuoco da mezzanotte alle 6 di mattina. Più di 40 sono gli arrestati tra mercoledì e giovedì, nove i feriti; un ventiseienne, Justin Carr, è morto dopo essere stato raggiunto da una pallottola mercoledì.

La notte tra giovedì e venerdì si è segnalata per un attenuarsi della virulenza delle proteste che hanno comunque sfidato il coprifuoco. Due poliziotti sono stati medicati dopo essere stati attaccati con uno spray con non specificati ‘agenti chimici’. Le marce di protesta sono continuate fino alle prime ore della mattinata sotto gli occhi della Guardia Nazionale in assetto anti-sommossa. Nella serata di ieri la polizia ha sgomberato un’autostrada con gas lacrimogeni occupata dai dimostranti.

Charlotte è solo l’ultimo teatro di una lunghissima serie di uccisioni di uomini di colore ad opera degli agenti che insanguinano gli USA da inizio anno. Il trattamento dei neri da parte della polizia è arrivato ad investire anche la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti. Trump ha accusato la Clinton di essere corresponsabile degli scontri e di finire sempre per incolpare gli agenti; ha infine annunciato una agenda nazionale anti-crimine per aiutare una nazione divisa sulle questioni razziali. Il trattamento della popolazione nera da parte delle forze dell’ordine sarà probabilmente uno dei temi del primo dibattito tra i due candidati alla presidenza in programma per lunedì.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook