Essere transgender nel paese di Erdogan

Essere transgender nel paese di Erdogan
In foto neva nehir, 30 anni, uno dei transgender intervistati -Foto: Miguel Sanchez/Mas Teson

I transgender della Turchia escono dall’ombra. Quest’anno, per alcuni mesi, la coppia spagnola, composta dalla giornalista Nuria Téson e dal fotografo Miguel Sanchez, ha intervistato e fotografato una ventina di membri della comunità transgender. I loro racconti, rivelano condizioni di vita spaventose

ISTANBUL – Cosa significa essere transgender oggi? Se la risposta è vivere una situazione complicatissima dal punto di vista dell’integrazione sociale, viene da chiedersi: cosa significa essere transgender oggi, in paesi islamici come la Turchia? Un paese che sta già vivendo un momento storico molto teso per molteplici ragioni. Questa è la domanda che si sono posti due giornalisti che si sono recati proprio nella città divisa tra due continenti per raccontare questa condizione, attraverso le parole di chi vive questa situazione sulla propria pelle.

 “Qui, I transgender sono rifiutati e quasi tutti abbandonati dalle loro famiglie. Per sopravvivere e perché non hanno scelta, sono lavoratori del sesso”, spiega la giornalista.

In Turchia come in numerosi, paesi, la legge obbliga i transgender a farsi sterilizzare se vogliono cambiare sesso per poter così chiedere una nuova carta d’identità. Nell’agosto del 2016, l’assassinio a Istanbul della militante di 22 anni, Hande Kader, spaventò la comunità transgender. È diventata famosa per aver fronteggiato le forze dell’ordine che respingevano i partecipanti del Gay pride con getti d’acqua a Istanbul il 28 giugno 2015. La marcia dell’orgoglio fu annullata due giorni prima poiché era nel periodo del ramadan.

“Ho lasciato casa mia tre anni fa. Mi ci è voluto del tempo, ma oggi ho una compagna e un impiego part time. Da quando ha lasciato casa Oszgur Adabas non ha più sentito suo padre. Tuttavia, si dice felice della sua scelta – Foto: Miguel Sanchez/ Mas Teson

“Tra le persone che abbiamo intervistato, alcune raccontano di essere state insultate. Uno dei transgender  che abbiamo incontrato in questo momento è all’ospedale. È stata colpita da uno sparo per strada”, afferma Nuria Teson.

Se fino a pochi mesi fa contattare queste persone era difficile, oggi questa coppia di giornalisti continua a ricevere molteplice testimonianze. “Ci prendiamo il tempo di ascoltare le minoranze silenziose, come abbiamo fatto in Egitto, in Palestina o in Libia. L’obiettivo è di rendere visibili gli invisibili” 

Nuria Teson

Nella foto Neva Nehri, 30 anni.
Nella foto Neva Nehri, 30 anni. “I miei sanno cosa sono ma non ne hanno mai parlato apertamente. Per quanto tempo ancora dobbiamo mentire?” – Foto: Miguel Sanchez/Mas Teson
Ermafrodita dalla nascita, Eren, 22 anni, regista, ha scoperto la sua identità sessuale solo un anno fa. Nonostante l'operazione voluta dai genitori per farlo apparire donna, si è sempre sentito un uomo - Foto: Miguel Sanchez/Mas Teson
Ermafrodita dalla nascita, Eren, 22 anni, regista, ha scoperto la sua identità sessuale solo un anno fa. Nonostante l’operazione voluta dai genitori per farlo apparire donna, si è sempre sentito un uomo – Foto: Miguel Sanchez/Mas Teson

Secondo un rapporto pubblicato dall’organizzazione Transgender Europe, “con 43 morti recensiti tra gennaio 2008 e aprile 2016, la Turchia detiene [davanti all’Italia e alla Spagna], il record europeo di omicidi transgender, come riporta la CNN sul proprio sito ufficiale.

Se fino a pochi mesi fa contattare queste persone era difficile, oggi questa coppia di giornalisti continua a ricevere molteplice testimonianze. “Ci prendiamo il tempo di ascoltare le minoranze silenziose, come abbiamo fatto in Egitto, in Palestina o in Libia. L’obiettivo è di rendere visibili gli invisibili”, racconta Nuria Teson.

([email protected])

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook