Grecia: crisi umanitaria, fame e disordini. L’autorita’ ferma sui media le immagini di miseria

La Grecia  sta vivendo una crisi profondissima e, nonostante le notizie terribili, tutto sta passando  nel silenzio più assoluto su carta stampata e Tv.
Non bastano certo i ripetuti inviti alla calma del governo, perchè la fame e la frustrazione delle popolazioni, si sta moltiplicando, così come i disordini e gli atti di disobbedienza civile. La testata inglese The Guardian,  ricorda che la Grecia nel 2008 era al 18° posto tra i Paesi più sviluppati, ora è in atto una vera e propria crisi umanitaria, che segna l’insuccesso di tutti i tentativi messi in atto dal governo per mantenere il paese entro l’Unione europea.
Si racconta che 150 produttori agricoli nei giorni scorsi, per protestare contro gli alti costi della produzione, hanno caricato la frutta sui camion e l’hanno distribuita per le strade alla gente affamata.
Non mancano peraltro episodi che testimoniano, di pari passo all’aumento della solidarietà sociale, un’esplosione della violenza. La delinguenza dilaga e nel 2012 si è registrato un aumento impressionante di rapine a mano armata, una media di 20 al giorno.

I recenti accordi tra il governo ellenico e l’Unione europea hanno evitato al Paese il default, e quindi il fallimento tecnico, ma il popolo è letteralmente alla fame. L’economista tedesco Hans Werner Sinn, considerata la situazione, pochi mesi fa, ha indicato come unica via percorribile l’uscita del Paese dalla zona euro,  come sola possibilità per la Grecia. Lo stesso Sinn, parlando  dello stato della Grecia afferma: “disoccupazione di massa che l’euro ha portato è intollerabile”.
Però questa scelta vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti sinora dal popolo e dal governo ellenico, ma permetterebbe alla Germania di risparmiare 80 miliardi di euro, tanto è la somma che il default greco le costerebbe.
Questa le cifre della tragedia umanitaria in corso che da l’esatta gravità della situazione greca. Un sondaggio condotto dalla Confederazione generale dei commercianti e artigiani il 93% delle famiglie segna un calo vistoso nelle entrate economiche, il 50% di esse accede ai beni primari attraverso prestiti, il 92% non compra più vestiti e scarpe, l’83,5% risparmia sul riscaldamento domestico. E’ il prezzo altissimo dell’aver accettato le condizioni imposte dalla BCE per i vari “salvataggi”, che si sono tradotte in vincoli economici e finanziari soffocanti che hanno costretto il governo a ridurre gli stipendi statali ai minimi, praticamente azzerato lo stato sociale e alzato le tasse a livelli insostenibili.
Ma quello che fa più paura e che l’autorità greca per le comunicazioni (ESR) ha chiesto ai media locali di non trasmettere immagini della miseria per le strade. Questo fa assomigliare Atene a un teatro di guerra, i media italiani ed europei stanno danno pochissima copertura all’aspetto umano della crisi greca, e mai come oggi l’informazione corre sopratutto sul web e sui social network.
Tutto questo quando la nostra Europa è stata insignita perfino del premio Nobel per la pace.

Sebastiano Di Mauro
15 febbraio 2013

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