Iran: L’IAEA e il paese non raggiungono nessun accordo

L’Iran e l’IAEA (Agenzia internazionale dell’energia atomica) non sono ancora riusciti a raggiungere l’intesa per gettare le basi di un accordo tra le parti sul piano di verifica del controverso programma nucleare iraniano. Un fallimento prima della ripresa delle discussioni chiave con le grandi potenze. “Abbiamo avuto delle discussioni su un documento inerente ad un approccio strutturato” indirizzato ad esaminare una possibile dimensione del piano militare del programma nucleare iraniano, “che non ha potuto essere finalizzato”, ha dichiarato giovedì Herman Nackerts, il capo degli ispettori dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AEIA) al suo ritorno da una missione di un giorno presso Teheran.

 

Questo incontro è stato l’ottavo nel suo genere nello spazio di poco più di un anno e il terzo dalla metà dello scorso dicembre. “Non ci siamo ancora messi d’accordo su una data per la prossima riunione”, ha precisato all’aeroporto di Vienna. Il Presidente dell’agenzia IAEA Ali Asghar Solatnieh aveva avanzato alcune proposte per la discussione. “Delle divergenze sono state regolate e un accordo su alcuni punti delle modalità è stato trovato”. 

Interrogato su eventuali progressi, Nackerts è rimasto al quanto evasivo. “Comprenderete che questo fa parte delle negoziazioni e che è difficile per me fare un commento su questo soggetto”, ha dichiarato. “Il nostro impegno per proseguire il dialogo è continuo”, ha affermato lo stesso Nackerts affermando inoltre che “lavoreremo duro alfine di risolvere i problemi che continuano”.

L’IAEA cerca di ottenere un accesso più largo ed importante ai siti, individui, documenti, potendo così chiarire I punti sollevati nel proprio rapporto del  2011. Questo documento conteneva degli elementi presentati come credibili, secondo i quali l’Iran avrebbe messo a punto il processo di costruzione di una bomba atomica dal 2003. 

La Repubblica islamica smentisce formalmente di aver edificato un simile processo e tanto meno di volersi dotare di armamento atomico. L’IAEA tuttavia insiste da un anno per poter visitare la base militare di Parchin, dove sospetta che gli iraniani abbiano proceduto a test di natura esplosiva e altri test convenzionali applicabili al nucleare.

Il direttore generale dell’IAEA Yukiya Amano deve informare I paesi membri dello stato attuale delle discussioni con l’Iran nel suo rapporto trimestrale atteso per la fine di febbraio. Il Consiglio dei governatori dovrà decidere successivamente nel corso della riunione di inizio marzo se implicare l’intervento diretto del Consigli di sicurezza dell’ONU. Washington ha già minacciato di procedere in tal senso in assenza di progressi.

L’Iran esige un alleggerimento delle sanzioni contro tutte le riduzioni delle sua attività di arricchimento dell’uranio. Una richiesta rifiutata dal gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran BretagnaFrancia e Germania). Le sei potenze temono che l’Iran voglia arricchire l’uranio fino a raggiungere un livello di purezza del 90% necessario per la fabbricazione della bomba atomica. Nonostante le sanzioni alle quali il paese è soggetto continua a sfidare la comunità internazionale aumentando le sue attività di arricchimento dell’uranio confermando di aver installato nuove centrifughe moderne nel sito di Natanz, dedicato soprattutto all’arricchimento fino al 5% per la produzione dell’elettricità.

Manuel Giannantonio
14 febbraio 2013
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