Stati Uniti, Alabama: liberato il piccolo Ethan. Ucciso il sequestratore

Si è diffuso finalmente il sollievo tra gli abitanti di Midland City nello Stato dell’Alabama negli Stati Uniti dopo la liberazione del piccolo Ethan. Questo ragazzo che proprio domani festeggerà il suo compleanno  è stato ostaggio per una settimana all’interno di un Bunker prima di essere liberato dalle forze dell’ordine. Il suo rapinatore, un autista in pensione, è stato ucciso durante l’assalto che ha permesso la liberazione del piccolo Ethan, come confermato da un portavoce dell’FBI (Federal Bureau Investigation).  

 

“Abbiamo pregato per Ethan sperando che uscisse sano e salvo e che sua madre potesse riabbracciarlo”, ha spiegato un ragazzo presente nelle vicinanze del bunker. Il piccolo, che non mostra segni di violenza, ha potuto riabbracciare la propria famiglia all’ospedale. E stato prelevato da un autobus scolastico da un veterano dell’esercito di 65 anni, Jimmy Lee Dykes, che aveva poco prima di compiere questo rapimento, sparato quattro proiettili all’autista dell’autobus.  “Ethan ha attraversato una prova molto difficile. Grazie a Dio sta bene”, ha dichiarato lo sceriffo. La polizia spiega di aver condotto l’assalto dopo che le negoziazioni si siano effettivamente deteriorate e dopo aver notato che il rapinatore era in possesso di un arma e quindi pericoloso anche per l’ostaggio.

Gli Stati Uniti continuano a navigare nel caos circa la delicata questione della lobby delle armi. I repubblicani si schierano a favore del mantenimento della stessa ricordando giustamente che è previsto nella Costituzione americana il diritto di possedere un arma. Questa tragedia è avvenuta poco tempo dopo il dramma della scuola di Newtown, il cui ricordo è ancora fresco e doloroso nella mente di molti. Barack Obama ha promesso di cambiare la legge durante il suo secondo mandato e questi episodi sembrano costituire un avvertimento, stringere i tempi prima che una tragedia come quella di Newtown o di Aurora possa ripetersi. 

 

Manuel Giannantonio

5 febbraio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook