Istanbul: l’attentato conferma la fragilità del paese

Istanbul: l’attentato conferma la fragilità del paese
Poliziotti di fronte all’aeroporto Atatürk, a Istanbul, Dopo l’attentato del 28 giugno 2016. – Foto: Osman Orsal/REUTERS

L’attentato che ha colpito l’aeroporto di Istanbul il 28 giugno si è prodotto mentre Ankara rinunciava ai legami diplomatici con la Russia e Israele, soprattutto per quanto concerne la sicurezza

ISTANBUL – Sono almeno 41 le persone che hanno perso la vita mentre 239 sono i feriti di un attentato che ha colpito l’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul. Il giornale Hurrieyt, assicura che si tratta di uno dei peggiori attentati mai avvenuti nel paese e lo paragona a quello di Ankara, dello scorso ottobre 2015, che colpì un raduno di giovani manifestanti per la pace e uccise 102 persone.

Questo tragico evento è sopraggiunto “mentre il paese lanciava un’iniziativa diplomatica multipla per negare i legami con Israele e la Russia, legami rotti dopo accese dispute”, ricorda il quotidiano turco. Inoltre, Ankara nelle ore che hanno preceduto l’attentato, si preparava alla riapertura del dialogo con l’Egitto. Un dialogo rotto dal colpo di Stato del maresciallo Sissi avvenuto al Cairo nel 2013.

Negli ultimi giorni, il primo ministro Erdogan ha ugualmente presentato le sue scuse alla capitale russa sul soggetto dell’aereo abbattuto lo scorso novembre nella zona di frontiera con la Siria, ”alfine di fare pace con Mosca”. Nel frattempo, Ankara si è riconciliata con lo Stato di Israele firmando il 27 giugno un accordo di normalizzazione delle relazioni, interrotte da quando le autorità israeliane hanno ucciso attivisti turchi che tentavano di forzare il blocco di Gaza nel 2010. Uno degli obiettivi di queste iniziative diplomatiche è proprio quello di rinforzare la sicurezza in Turchia appoggiandosi sulla cooperazione delle altre potenze regionali, ricorda il giornale. Sforzi sostanzialmente vani dopo l’attentato di ieri sera.

L’attentato non rivendicato dal sedicente Stato islamico è avvenuto in un momento in cui si “compiono importanti offensive contro i jihadisti dello Stato islamico, cosa che costituisce una minaccia per le frontiere turche”, spiega il quotidiano. Nonostante non ci sia stata ancora la rivendicazione da parte dell’IS, le autorità turche puntano il dito contro lo Stato islamico, il cui modus operandi risponde alle modalità con le quali è stato condotto l’attentato. Pertanto, gli analisti non escludono che possa essere stato guidato dal partito indipendentista curdo PKK, ricorda Hurriyet.

([email protected])

Fonte: Hurriyet

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook