USA: George W. Bush si schiera contro Trump

USA: George W. Bush si schiera contro Trump
Il 43° presidente americano, George.W Bush- Foto: Heavy

Dopo otto anni di silenzio, l’ex presidente repubblicano predecessore di Barack Obama è uscito allo scoperto con l’intento di salvare il suo partito

WASHINGTON D.C – Il quotidiano della grande mela, il The New York Times, ha fatto notare come George W.Bush abbia passato gli ultimi otto anni “in una relativa astinenza politica”. Tuttavia, da poco è tornato a riaffacciarsi nel mondo politico e lo ha fatto con la seria intenzione di mettere in difficoltà il tycoon newyorchese già certo della nomination repubblicana che sarà ufficialmente proclamata nella prossima convention. “George W.Bush è di ritorno sulla scena politica per sostenere diversi senatori conservatori candidati allo loro rielezione e mettere in difficoltà la candidatura di Donald Trump”, scrive il NYT.

L’ex presidente ha annunciato il mese scorso, attraverso il suo portavoce, che “non sostiene la candidatura di Donald Trump e che non parteciperà alla convention nazionale repubblicana che si terrà a Cleveland il prossimo luglio”, prosegue il giornale. Suo padre, l’ex presidente George H.W.Bush, e suo fratello Jeb Bush, ex candidato all’investitura del partito repubblicano (letteralmente surclassato da Trump), “hanno ugualmente declinato l’invito”.

George W. Bush è stato uno dei presidenti più discussi nella storia del paese. Ancora oggi, si discute molto sul suo operato da presidente  molte teorie complottiste lo vorrebbero responsabile degli attentati del World Trade Center di Manhattan nel 2001. Dopo otto anni di amministrazione ha lasciato la Casa Bianca con un’eredità pesante per il successore: due guerre e l’inizio della crisi finanziaria globale della quale si sta ancora pagando il prezzo. In seguito ai risultati della sua amministrazione il suo indice di gradimento popolare è letteralmente sceso ai mini termini.

Oggi, il 47% degli americani ha una visione migliore del loro ex presidente, secondo quanto redatto da un sondaggio condotto dall’Università Quinnipiac (Connecticut) ed è “particolarmente popolare tra i repubblicani”, conclude il NYT. Un suo intervento può avere un peso importante nell’economia elettorale del partito repubblicano.

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