USA: Omar Mateen identikit del killer di Orlando

USA: Omar Mateen identikit del killer di Orlando
Omar Mateen - Credits: REUTERS/Lucy Nicholson - RTS2VU9

Una settimana dopo il massacro di Orlando, due grandi quotidiani americani hanno pubblicato la loro inchiesta sul passato dell’omicida. Il quadro che emerge è quello di uomo agitato, spesso in collera e colmo di contraddizioni

NEW YORK – “Sempre agitato. Sempre furioso”. Queste sono le parole di un ex collega di Omar Mateen che il New York Times ha scelto per riassumere l’identikit dell’assassino di Orlando. Una settimana dopo la sparatoria che ha provocato la morte di 49 persone in un locale gay, il 12 giugno, il quotidiano ha tentato di ricostruire il passato e capire così la personalità di questo Americano di 29 anni di origini afghane. Il quotidiano della capitale, il Washington Post ha sostanzialmente fatto la stessa cosa attraverso un articolo pubblicato sabato 18 giugno.

I risultati dei quotidiani sono però particolarmente contraddittori. “Perturbato, discreto, macho, in collera”, sono gli aggettivi usati dal Washington Post che evoca la vita instabile dell’assassino. “Mateen sembrava in preda a conflitti sul soggetto della sua religione e della sua sessualità”, ha scritto l’autorevole quotidiano della grande mela, che prosegue la sua disamina:

“È stato spesso in grado di mascherare la sua agitazione interiore (…). Ma con gli anni, il conflitto che albergava in lui, cresceva e si consumava, non solo all’accademia [di una scuola poliziesca della Florida, dalla quale è stato espulso] ma anche nei confronti dei suoi colleghi, della sua donna [che picchiava e che l’ha lasciato]  e infine contro le 49 vittime sconosciute del night club Pulse”.

IL VIDEO DEL WASHINGTON POST: 

I due giornali ripercorrono il suo passato e sottolineano un episodio accaduto qualche tempo fa. Nel 2007 dopo la sparatoria avvenuta nell’Università Virginia Tech, in cui sono morte 32 persone, Mateen aveva chiesto a un collega se l’avrebbe denunciato nel caso in cui avesse mai condotto un simile gesto nel campus. Una domanda che gli è costata il posto insieme alle sue assenze ingiustificate e alla tendenza di dormire in classe.

Sul punto di realizzare un “sogno di lunga data”, Mateen si è visto costretto a cambiare percorso e ha finito per lavorare nell’agenzia di sicurezza G4S. Nel 2013, mentre era di guardia in uno stabilimento per giovani delinquenti, l’agenzia l’ha cambiato di posto evocando possibili collegamenti con lo Stato Islamico, secondo il New York Times. Propositi che hanno scatenato un’inchiesta dell’FBI sul suo conto. A partire dal 2014, lavorava come guardia di una residenza in un campo di golf.

Evidentemente, il passato di quest’uomo non permette di ricostruire facilmente le motivazioni che l’hanno spinto ad agire, secondo il NYT. Se avesse mostrato un interesse occasionale per l’islam radicale, “la sua decisione dichiarata allo Stato islamico sembra essere arrivata come se qualcosa nella sua vita non andasse”. Quanto all’idea che potesse essere gay, “i responsabili federali affermano che non hanno trovato nessuna prova nelle sue cose o nelle sue attività online”.

Come analisi conclusiva del suo passato, sembra che la rabbia abbia consumato l’uomo. L’interrogativo che resta è: da dove nasceva questa rabbia? Infedeli, omosessuali, il fatto che la società non avesse considerazioni nei suoi riguardi oppure proprio dalla combinazione di questi elementi?

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