Primarie USA: Hillary Clinton trionfante verso la nomination

Primarie USA: Hillary Clinton trionfante verso la nomination

L’Associated press incorona già Hillary come candidata democratica che ha raggiunto il numero necessario di delegati mentre lei attende pazientemente la convention di Philadelphia prima di annunciare la vittoria

CALIFORNIA – L’ultimo super Tuesday delle primarie americane è iniziato nel garden State, il New Jersey. Qualche ora prima dell’apertura degli scrutini, diversi media americani avevano annunciato che Hillary Clinton avesse già ottenuto il numero di delegati necessari, assicurandosi così la storica nomination democratica (sarebbe la prima donna della storia americana). È in questo contesto che gli elettori del New Jersey, nella east coast statunitense, hanno iniziato a recarsi alle urne. Altri cinque Stati devono ancora pronunciarsi in questa giornata: la California (il più popolato di tutto il paese), il New Mexico, il Montana, il sud e il nord Dakota.

Pertanto, l’ex segretario di Stato del primo mandato presidenziale di Obama non ha ancora annunciato la sua vittoria, temendo una smobilitazione dei suoi sostenitori durante il super Tuesday. La speranza dell’ex first lady è ovviamente quella di ottenere una vittoria dalla forte valenza simbolica contro il senatore del Vermont Bernie Sanders, e concentrare così, in maniera esclusiva, i suoi sforzi su Donald Trump in vista delle elezioni del prossimo 8 novembre.

Bernie Sanders ha subito denunciato l’eccessiva fretta mediatica (vedi l’annuncio dell’Associated press), affermando che la sua rivale non può ancora rivendicare la sua vittoria prima della convention d’investitura che avrà luogo a Philadelphia dal 25 al 28 luglio.

Fonte: elezioni USA2016

Oltre all’Associated Press, diversi canali americani hanno già sancito la vittoria dell’ex governatrice dello Stato di New York anche se la sua investitura sarà ufficiale solo dopo il voto della convention.

“Secondo le informazioni siamo sulla soglia di un momento storico senza precedenti. Ma abbiamo ancora del lavoro da fare no? Abbiamo sei elezioni domani (martedì) e ci batteremo per ogni voto, soprattutto in California!”, ha dichiarato Hillary Clinton a Long Beach, nei pressi della città degli angeli.

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Il senatore del Vermont, il democratico Bernie Sanders

L’avversario repubblicano, invece, è noto da mesi. Si tratta di Donald Trump. Lo scontro tra una donna politicamente molto preparata e uno spietato uomo d’affari senza alcuna esperienza politica rilevante è senza precedenti nella storia del paese. Uno scontro che rappresenta il culmine di una stagione politica straordinaria, segnata dalla collera dell’elettorato repubblicano e dalla contestazione delle élite in entrambe le fazioni.

Ovviamente desiderosa di concludere con una vittoria in California, stato progressista e più popolato del paese, Hillary evita saggiamente trionfalismi inopportuni ed esita a commentare l’aspetto storico del suo traguardo, dando appuntamento ai suoi sostenitori a New York.“È molto emozionante”, ha dichiarato alla stampa locale. Tra i democratici fa discutere l’atteggiamento di Bernie Sanders ormai vera preoccupazione del partito. Il 44° presidente americano, Barack Obama, sembra aver perso la pazienza ed è pronto a manifestare pubblicamente il suo sostegno ad Hillary Clinton. Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca,  ha detto lunedì durante il consueto briefing con i reporter che il presidente Obama è d’accordo con il team Clinton sul fatto che la battaglia per la nomination sia ormai già conclusa.

Otto anni fa, Hillary si opponeva all’attuale presidente Obama ma in vista degli evidenti risultati scelse di ritirarsi. Questo comportamento responsabile, soprattutto nei confronti del proprio partito, è quello che dovrebbe adottare il senatore Sanders. Tuttavia, Bernie Sanders moltiplica gli attacchi nei confronti della sua rivale. Denuncia il metodo di calcolo dei super delegati, e che la nomination potrà essere dichiarata solo dopo la convention di Philadelphia.

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