Cuba: dopo 50 anni i Cubani possono viaggiare all’estero

Per la prima volta i Cubani hanno il diritto di viaggiare all’estero senza restrizioni da questo lunedì grazie a una riforma della legge sull’emigrazione molto attesa da parte della popolazione anche se molti temono che l’applicazione dello storico provvedimento sia limitata. 

Questa riforma annunciata il 16 ottobre dal Presidente Raul Casto è entrata in vigore lunedì. E la prima grande misura sociale del regime comunista. Permette a qualsiasi cittadino cubano di più 18 anni di recarsi all’estero se munito di un regolare passaporto. I minori possono uscire dal paese a condizione che i loro genitori o i loro tutori li autorizzino regolarmente. 

Le restrizioni del 1961 imposte dal regime comunista imponevano al popolo cubano desideroso di lasciare l’isola di presentare una lettera con visto per l’estero. Potevano rimanere in una località straniera per 11 mesi allo scadere dei quali dovevano tornare in patria o altrimenti vedersi confiscare i  propri beni e di essere considerati espatriati definitivamente senza nessuna possibilità di  ritorno.

Tuttavia, l’affluenza constata dai giornalisti locali nelle rappresentazioni diplomatiche di l’Avana non era elevata. Di fronte all’ambasciata degli Stati Uniti diverse centinaia di Cubani attendevano di presentare la loro richiesta per il tanto desiderato visto. L’affluenza all’aeroporto di l’Avana era invece regolare così come negli uffici dell’immigrazione. Questa nuova legge dovrebbe benificiare in maniera particolare due milioni di Cubani tra i quali circa l’80% per gli Stati Uniti, essenzialmente in Florida. 

La nuova legge è una delle più significative da quando Raul Castro ha succeduto suo fratello Fidel nel luglio del 2006. Da allora ha introdotto diverse riforme per il settore privato. 

Gli Stati Uniti hanno accolto positivamente la notizia e la decisione di Cuba di porre fine alla politica restrittiva sull’emigrazione soprattutto perché questa decisione abbraccia i principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che stipula che “tutti hanno il diritto di lasciare qualsiasi paese compreso il proprio e di poterci tornare, di poter andare e tornare”.

Il governo giustificò le restrizioni sull’emigrazione ricordando che gli Stati Uniti rinforzavano la fuga di cervelli e delle stelle nazionali dello sport. Negli utltimi anni più di 30 atleti di alto livello sono infatti andati negli States. Le autorità hanno precisato che anche i medici potranno viaggiare tranquillamente.  

Per quanto possa sembrare effettivamente positiva la storica notizia non mette tutti d’accordo. Berta Soler, dirigente di un gruppo di opposizione chiamato le Signore Bianche che riunisce spose di detenuti, ha dichiarato “La riforma dell’emigrazione non è diversa dalle altre (…) Ci saranno sempre dei filtri. Il governo sceglierà chi può e chi non può uscire dal paese.  

Fino ad oggi le formalità potevano costare fino a 500 dollari che aggiunti al biglietto aereo rendevano davvero inaccessibile ai Cubani la possibilità di viaggiare dato che lo stipendio medio di un cubano è di 20 dollari. Il passaporto rimane comunque alto in termini di costo, occorrono infatti 100 dollari.

Manuel Giannantonio

15 gennaio 2013

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