Stati Uniti: l’inquietante lettera del killer di Webster

“Fare quello che amo, uccidere la gente”. Queste le parole che William Spengler. L’uomo che ha ucciso due vigili del fuoco volontari giunti a spegnere il fuoco che egli stesso aveva provocato proprio con questo intento, come affermato dalla polizia di Webster, che ha ricevuto una lettera intestata dello stesso Spengler.

 

“Devo ancora prepararmi per vedere quante case del quartiere posso bruciare e fare quello che amo di più, uccidere la gente, ha scritto William Spengler, 62 anni in questa lettera di due tre pagine”; ha precisato, il capo della diplomazia di Webster.

“Abbiamo trovato resti umani nelle rovine della casa dove abitava il killer”, condannato per omicidio nel 1981, ha ugualmente dichiarato il capo della polizia, che ha tenuto due conferenze stampa nella giornata di martedì, prima di aggiungere che si trattasse probabilmente della sorella, Cheryl Spengler, 67 anni, sparita lunedì. A rinforzare questa ipotesi la natura complessa dei rapporti tra i due.  Tuttavia non è stato specificato se sia morta nell’incendio o con un omicidio premeditato.   

Secondo il capo della polizia si è trattato di un imboscata in cui il killer si è ucciso. Quest’ultimo “era equipaggiato per affrontare una guerra controinnocenti”. William Spengler uccise già sua nonna a colpi di martello nel 1980. Condannato nel 1981, scontò 18 anni di prigione dopo i quali non ha fatto più parlare di sé.  

Dopo aver incendiato la propria abitazione e la sua autovettura attese l’arrivo dei pompieri con tre armi da fuoco tra le quali un fucile d’assalto Bushmaster del calibro 223, simile all’arma usata nella sparatoria di Newtown il 14 dicembre e che Obama vorrebbe quanto prima fuori commercio.

Manuel Giannantonio 
26 dicembre 2012

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