USA: spaccatura repubblicana, sostenere o no Donald Trump?

USA: spaccatura repubblicana, sostenere o no Donald Trump?
A destra Il presidente della Camera dei rappresentanti Paul Ryan. A sinistra Donald Trump

Il presidente della Camera dei rappresentanti Paul Ryan, ha dichiarato il 28 aprile 2016 durante una conferenza stampa a Washington D.C di non essere pronto a seguire Donald Trump

WASHINGTON D.C – È una dichiarazione forte per la stampa americana quella pronunciata da Paul Ryan, il presidente della camera dei rappresentanti. L’esponente repubblicano più importante dunque spiega con queste parole quanto sia diviso il partito repubblicano nel sostenere il tycoon immobiliare.

Dalla sua vittoria nello Stato dell’Indiana il 3 maggio e dal ritiro (inevitabile) dei suoi avversari, Ted Cruz e John Kasich, Donald Trump è a questo punto sicuro di essere il candidato repubblicano per le elezioni presidenziali di novembre. Un dato che però non mette d’accordo tutti i componenti del partito. Sorge quindi una scelta difficile: sostenere o no Donald Trump? Resistenza o collaborazione?

Molti volti importanti del partito hanno scelto la prima opzione. I due ex presidenti della dinastia Bush (George H.W Bush e George W.Bush), hanno fatto sapere tramite i loro portavoce che non prenderanno posizione.

Un cronista dell’autorevole The Washington Post ha commentato:

“Fino ad oggi le figure fondamentali del partito hanno in maggioranza optato per la collaborazione piuttosto che per la resistenza”

Reince Priebus, presidente del Comitato nazionale repubblicano – l’organo che dirige il partito – ha annunciato dallo scorso 3 maggio che Trump è oggi il presunto candidato del partito e che per questo motivo deve essere sostenuto.

Il senatore ed ex candidato alla Casa Bianca John McCain ha dichiarato che appoggerà Trump ma in maniera indiretta. Sostanzialmente, ha manifestato il suo consenso prestando la massima attenzione nel non nominare Trump. Una scelta forzata quindi e non priva di imbarazzo evidentemente.

Nelle ultime ore, Donald Trump è stato oggetto di un intervento di Barack Obama che sul suo conto ha dichiarato: “La presidenza degli Stati Uniti non è un reality show”. “Stiamo attraversando tempi difficili e la presidenza è una funzione seria”, ha sentenziato il 44° presidente degli Stati Uniti d’America.

Queste parole nascono ovviamente sull’analisi del passato di Trump, conosciuto dal grande pubblico soprattutto per essere conduttore della trasmissione televisiva “The Apprentice” e come proprietario di casino e grattacieli ma anche per i suoi divorzi. Un dato da non sottovalutare vista l’importanza dell’immagine familiare che deve trasmettere il presidente americano.

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