La scuola dell’Isis: niente storia e mitra nei libri di testo

La scuola dell’Isis: niente storia e mitra nei libri di testo

LA differenza dei bambini soldato africani, strappati alle famiglie in tenera età e educati alla guerra con un mitra in mano, per i fanciulli siriani e iracheni i jihadisti hanno pensato a un indottrinamento più lento, forse, ma più radicale. Consapevoli che nella prima infanzia le istituzioni famigliari e scolastiche sono le più efficaci per definire l’educazione dei giovani nel breve e nel lungo termine, gli integralisti islamici hanno studiato un sistema scolastico ad hoc per istruire i futuri jihadisti.

Riscrittura dei libri di testo, in cui la armi in parole e immagini esemplificheranno i comuni esercizi; abolizione della storia come materia di studio, se non circoscritta alla vita di Maometto e alla nascita dell’islam; il 40% dell’insegnamento rappresentato dallo studio del Corano e della legge islamica, a cui si aggiungeranno le materie laiche (scienze, inglese, matematica…) ma svolte in funzione di un più efficace apprendimento della sharia. E ancora, selezione degli insegnanti in base a criteri ideologici e religiosi conformi alle regole del Califfato e, ovviamente, una rielaborazione totale del programma scolastico, in cui l’Occidente sarà presente come “nemico da odiare”.

Come riportava qualche settimana fa il sito Occhi della guerra, «tra le materie studiate, particolare attenzione all’insegnamento di chimica, fisica, matematica ed inglese. Il motivo è semplice. La chimica e la fisica serviranno per realizzare esplosivi. L’inglese per conoscere la lingua del nemico. La geografia, infine, si limita a suddividere il mondo tra i territori dell’Islam (raffigurati come la luce) e quelli degli infedeli (di colore scuro).» Questa è la nuova scuola del Califfato.

Un progetto iniziato già un anno e mezzo fa, quando nell’aera di Mosul ogni insegnante è stato sospeso fino alla conversione al regime fondamentalista e i bambini sottoposti a lezioni di violenza e in cui la religione islamica costituiva la base.

«Chiunque desideri lavorare nel settore dell’educazione dopo il pentimento dovrà registrarsi per frequentare corsi di sharia, dove sarà definita la qualificazione di ognuno», qeste le parole che annunciavano il provvedimento dello Stato Islamico, volto a intimare gli insegnanti ad abbracciare l’ideologia di un sistema scolastico fondato sulla legge islamica e su criteri anti-occidentali.

Si rabbrividisce pensando a quanto tale sistema educativo sia simile all’indottrinamento che quel fittizio – ma neanche tanto – Grande Fratello di Orwell operava sui giovani dell’Oceania, i quali, come perfetti piccoli miliziani del Partito, punivano i dissidenti.

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