Germania: sì al processo contro comico anti-Erdogan

Germania: sì al processo contro comico anti-Erdogan

Dalla Germania arriva il pesante via libera del governo di Angela Merkel al processo contro Jan Böhmermann, accusato di offese al presidente turco Erdogan. Il comico rischia fino a cinque anni di carcere.

Bastano ventiquattro righe contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per rischiare il carcere in Germania. Fino a cinque anni la pena che rischia il comico satirico Jan Böhmermann, reo di aver recitato una poesia contro il capo di Stato turco.

La vicenda – Il 31 marzo scorso il comico aveva interpretato la poesia sulla tv pubblica tedesca Zdf definendo Erdogan come un «perverso» che fa sesso con le capre. Una provocazione programmata dopo che giorni prima Ankara aveva convocato l’ambasciatore tedesco in Turchia per protestare contro una canzone trasmessa nel programma satirico “Extra 3” in cui venivano denunciate le limitazioni di Erdogan alla libertà di stampa. Quel brano ha infastidito le autorità turche e la poesia del comico tedesco ha esasperato le pressioni di Ankara su Berlino. Il governo Merkel ha così deciso di autorizzare l’avvio dell’azione legale contro Böhmermann, accogliendo la richiesta arrivata da Ankara. Una scelta dichiarata dalla Merkel in conferenza stampa durante la giornata di ieri e che ha mosso aspre critiche nei confronti del suo esecutivo da parte delle opposizioni. L’accusa è quella di essersi piegata al volere delle autorità turche nella limitazione della libertà di espressione in Germania. Durante la conferenza la cancelleria è apparsa nervosa e ha dichiarato come sulla vicenda «Non il governo, ma le procure e i tribunali avranno l’ultima parola».

La normativa tedesca – Stando al codice penale tedesco, il paragrafo 103 detto anche “paragrafo dello Scià” – dopo che negli anni Settanta, lo scià dell’Iran Mohammad Reza Pahlavi ne fece largo uso – punisce le offese contro i capi di Stato stranieri. Una norma anacronistica che il Bundestag ha deciso di abrogare nel 2018, ma che non avrà effetto retroattivo per il caso Böhmermann. Il paragrafo inoltre definisce come sia necessario l’esplicito consenso del governo tedesco nel procedere all’azione penale. Nei giorni precedenti alla lettura della poesia Böhmermann aveva deciso di recitare lo scritto per segnalare le limitazioni della libertà di stampa in Turchia. Per farlo il comico aveva dichiarato di utilizzare volutamente toni forti per differenziare la questione tra libertà di espressione e diffamazione. Non è quindi certo che si arriverà a processo, ma il caso rappresenta di per se una grave limitazione alla libertà di espressione, di cui la satira fa parte.

Caos Berlino – Nel frattempo la vicenda acuisce la crisi politica interna. Il voto decisivo della cancelliera Merkel è stato visto come un consenso verso la Turchia, più volte sanzionata per le limitazioni sui diritti dell’uomo. Il suo voto «ha giocato un ruolo fondamentale nell’azione penale al comico» come ha spiegato Frank Qalter Steinmeier, ministro degli Esteri tedesco, che ha chiarito anche come la Spd fosse contraria a dare voto favorevole sulla questione. Il caso Böhmermann è l’ennesimo colpo nell’arma delle opposizioni che stanno pressando il governo su diverse tematiche, prima fra tutte quella della gestione dei migranti. Il prossimo 23 aprile intanto Angela Merkel è attesa nella visita ufficiale in Turchia, nella città di Gaziantep.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook
  • Angelino Cherubini

    Che schifo!!! Per difendere quel dittatorello di Erdogan stiamo calpestando i diritti fondamentali dell’uomo. Spero che i Tedeschi abbiano il buon senso di cacciare quella insensata della Merkel che sta portando l’Europa alla fine.