Onu: la Palestina sta per diventare Stato membro osservatore

Il Presidente palestinese Mahmoud Abbas farà votare giovedì dall’Assemblea generale una risoluzione facendo dello Stato palestinese uno Stato osservatore dell’ONU, una vittoria diplomatica che impone comunque il rischio di alcune sanzioni.

 

Il progetto di risoluzione assicura di raccogliere la maggior parte delle richieste dell’Assemblea generale e di accordare alla Palestina lo Status di “Stato osservatore membro” delle Nazioni unite e esprime “la speranza che il Consiglio di sicurezza lo consideri in maniera favorevole”, la sua candidatura come membro in parte intera, è stata deposta nel mese di settembre 2011 da Mahmoud che chiama a una ripresa delle negoziazioni per pervenire a “un regolamento pacifico”, con lo stabilimento dello Stato palestinese che deve “vivere ai confini di Israele in pace e in sicurezza sulla base degli accordi di frontiera del 1967”.
Lo status di Stato osservatore permetterà alla Palestina di aderire a numerose organizzazioni e trattati internazionali, tra i quali la Corte penale internazionale (CPI) o la quarta convenzione di Ginevra sulla protezione dei civili. Il ministro palestinese degli Affari esteri Riyad al-Maliki ha affermato che “alcuni Stati sono inquieti della nostra possibilità di ricorrere alla CPI e noi abbiamo dunque pressato nell’impegnarci in questa via, ma abbiamo rifiutato. Il progetto di risoluzione sarà presentato al nome di 60 Stati membri, non solo la Palestina”, ha indicato stimando che il numero di Stati potrebbe raggiungere le cento unità nella giornata di giovedì.
Tra gli europei il cui suffragio è oggetto delle sollecitazioni palestinesi e israeliane, la Spagna, la Francia, la Svizzera, la Danimarca e l’Austria hanno annunciato che voteranno per la risoluzione palestinese. L’altro paese membro permanente del Consiglio di sicurezza, la Gran Bretagna, ha annunciato che si asterrà mentre la Germania ha escluso di votare mentre Israele e gli Stati Uniti, che si oppongono categoricamente al progetto.
Il dipartimento di Stato americano ha indicato lunedì che la risoluzione è accettata ma non bisognerà contare su una risposta favorevole del Congresso sullo sblocco dei 200 milioni di dollari di aiuti promessi da Washington. La Lega araba ha promesso 100 milioni di dollari in caso di sanzioni finanziarie israeliane e americane.
La data del 29 novembre è una data di importanza simbolica in quanto è l’anniversario dell’adozione da parte dell’Assemblea generale dell’ONU nel 1947 del piano di divisione della Palestina che previde la nascita di uno Stato ebraico e uno arabo.

 

Manuel Giannantonio

28 novembre 2012

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