Skorzeny ex nazista che ha ucciso per il Mossad

Skorzeny ex nazista che ha ucciso per il Mossad
L'ex ufficiale delle SS Otto Skorzeny - Foto: Pinterest

Ex ufficiale delle SS, Skorzeny era considerato durante la guerra come uno degli uomini più pericolosi d’Europa. Questo killer, si è ritrovato a collaborare per il Mossad all’inizio degli anni sessanta. In un’inchiesta inedita, Ha’Aretz rivela come questo ex protetto di Hitler è finito a uccidere scienziati e ufficiali nazisti in fuga per lo Stato israeliano

Questo caso ha davvero tutti gli elementi del classico film di spionaggio. 54 anni fa, lo scienziato tedesco Heinz Krug sparisce improvvisamente senza lasciare alcuna traccia. Molto rapidamente, si sospetta sia vittima di un assassinio. Heinz Krug aveva collaborato al programma di armamento dell’esercito egiziano, paese nemico di Israele. Ragione per la quale all’epoca, forti sospetti si concentrarono sul Mossad (“Istituto per l’intelligence e servizi speciali di Israele”) nella sparizione di Krug.

Tuttavia, nessuno si immaginava quello che il quotidiano HA’Aretz ha appena rivelato sull’identità dell’assassino. Krug, infatti, è stato effettivamente assassinato. L’omicida lavorava per il Mossad. Ma a colpire, e non poco, è l’identità del killer: Otto Skorzeny, ex ufficiale delle SS è uno dei più fedeli di Adolf Hitler, eroe di guerra e qualificato dagli alleati come “uomo più pericoloso d’Europa”.  Fu raggiunto nel 1962 nella capitale spagnola dove si era rifugiato, da uomini del Mossad che gli proposero di lavorare per l’intelligence israeliana.

Liberò Mussolini

A 35 anni,  guidò cento paracadutisti giunti con alianti sul Gran Sasso (Operazione Eiche o Quercia) Benito Mussolini, allora prigioniero di Badoglio, dando il via alla seconda fase del fascismo, quella repubblicana. Per l’arditezza dell’operazione fu decorato con la Croce di ferro di prima classe.

Come il Mossad recluta agenti segreti

Nel suo articolo pubblicato il 27 marzo, il quotidiano israeliano si riferisce ad alcune testimonianze di ex membri dei servizi segreti israeliani e di persone che avevano accesso agli archivi dell’organizzazione. Ecco come, secondo loro, è sopraggiunta la morte di Heinz Krug, l’11 settembre 1962.

Krug, scienziato che ha lavorato nel Terzo Reich per la realizzazione di missili in Germania, è stato contattato dall’esercito egiziano per collaborare al programma di armamento del paese. Israele, in guerra con il Cairo, conduce operazioni segrete per neutralizzare questo piano, soprattutto “intimidendo scienziato tedeschi arruolati”. Secondo Ha’Aretz, il Mossad avrebbe prima ricorso a minacce via telefonica per proseguire con lettere “trappola”. Secondo il giornale, lo scienziato tedesco inquieto, si rivolse a Skorzeny.

Otto Skorzeny nel giorno della liberazione di Mussolini accanto al Duce – Foto: Wikimedia Commons /Toni Schneiders read more: http://www.haaretz.com/israel-news/1.711115

Danza con il diavolo

Quello che Krug non sapeva era che Skorzeny ora lavorava per il Mossad. La collaborazione tra l’ex eroe nazista e Israele “è una delle storie più importanti mai raccontate sul Mossad”, scrive Ha’Aretz. Skorzeny, in quel periodo tentava di far sparire il suo nome della lista Simon-Wiesenthal. L’11 settembre 1962, Krug sale nella Mercedes 300 SE di Skorzeny, seguito da tre uomini. Le “guardie del corpo”, avrebbero spiegato che Skorzeny avrebbe fucilato Krug in una foresta nei pressi di Monaco. I tre uomini, agenti del Mossad anche loro, avrebbero gettato dell’acido sul cadavere e sotterrato i resti. Successivamente Skorzeny eseguirà altre esecuzioni di egiziani.

Ha’Aretz scrive: per accedere a situazioni inattese nei corsi di queste missioni improbabili, il Mossad a volte ha ricorso a ripugnanti collaborazioni. Quando alcune alleanze a breve termine si rivelano utili, gli Israeliani sono pronti a danzare con il diavolo”.

Quanto alla promessa fatta all’ex SS di ritirare il suo nome depenandolo dalla lista dei criminali nazisti Simon-Wiesenthal, il giornale riporta come non sia mai stata rispettata. Inoltre, tra le curiosità note sulla storia c’è un fatto raccapricciante: quando lavorava per il Mossad fu  invitato, sotto la copertura dell’anonimato, allo Yad Vashem il museo dell’ Olocausto di Gerusalemme dove si comportò in modo silenzioso e composto. Una situazione incomprensibile per qualsiasi animo umano ma non per quello di Sorzeny, uomo senza bandiera e senza valori.

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