Trump “bruciato” in Messico la notte di Pasqua

Trump “bruciato” in Messico la notte di Pasqua

Un fantoccio di cartapesta raffigurante Donald Trump è stato bruciato e fatto esplodere durante i tradizionali festeggiamenti pasquali a La Mercede, Città del Messico.

Il pupazzo, alto più di tre metri, era adornato con tanto di completo blu e ciuffo biondo. All’esplosione hanno partecipato migliaia di messicani intonanti canzoni popolari e slogan anti-Trump. I pezzi del fantoccio sono stati bruciati in tutta la città, dall’altopiano di Puebla alla zona industriale di Monterrey.

Il rituale attira ogni anni migliaia di turisti e cittadini nelle strade e prevede falò di personaggi impopolari che simboleggiano Giuda. La festa celebra la vittoria di Gesù sul male e, durante il suo svolgimento, tantissimi pupazzi vengono fatti esplodere o dati alle fiamme. Oltre a quello raffigurante Donald Trump sono stati fatti saltare in aria anche quello di un terrorista dello Stato Islamico e uno di Barack Obama.

Leonardo Linares, uno dei costruttori del fantoccio che ha seguito la manifestazione, ha dichiarato al Washington Post come il candidato repubblicano rappresenti «per i latini un pericolo, una minaccia reale». Durante la sua campagna presidenziale infatti il miliardario Trump ha sempre usato parole molto forti nei confronti del popolo messicano: un insieme di «stupratori e criminali» ha detto Trump la scorsa estate mentre ufficializzava la propria candidatura con i repubblicani.

A far entrare Donald Trump nel Pantheon dei fantocci messicani anche le recenti dichiarazioni durante le primarie. Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti ha infatti promesso in caso di vittoria alle elezioni di innalzare un muro – pagato dai contribuenti messicani – al confine tra Stati Uniti e Messico per bloccare l’ingresso di clandestini provenienti dal Paese centroamericano. Un fenomeno che, secondo Trump, impedirebbe di «portare droga e crimine» e di bloccare «persone che hanno un sacco di problemi e che stanno portando quei problemi a noi». L’attuale presidente messicano Enrique Peña Nieto ha detto che il suo paese non pagherà per il muro, mentre l’ex presidente VIcente Fox ha confrontato il magnate americano ad Adolf Hitler. 

crediti video: Vocatic

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