Bruxelles: le falle dell’intelligence

Bruxelles: le falle dell’intelligence
AFP/Getty Images

In questo momento sono in atto le ricerche dell’intelligence di Bruxelles che hanno localizzato un collaboratore di Abdelhamid Abaaoud ma le informazioni sull’investigazione non appaiono rassicuranti

BRUXELLES – Il nemico pubblico più ricercato d’Europa Salah Abdeslam, non era affatto nuovo per i servizi segreti. Il suo indirizzo si trovava all’interno di un rapporto trasmesso alla cellula antiterrorista belga. Un’informazione sconcertante che non rafforza di certo la già ridotta reputazione delle forze di polizia che hanno fallito nella neutralizzazione dell’uomo più ricercato nel continente da quattro mesi.

Considerando la multietnicità della città, e l’esistenza di quartieri con evidente matrice islamica e considerando la maggioranza dei suoi abitanti e del ritrovamento di una cellula terroristica tra queste strade, appare decisamente ridicolo quanto inaccettabile che gli investigatori abbiano impiegato tanto tempo per arrestare Salah Abdeslam.

SALHA ABDESLAM IN FUGA PER 127 GIORNI

Un giornale belga, “la Dernière Heure”, riferisce come un documento strettamente confidenziale e contenente l’indirizzo 79, rue des Quatre-Vents a Molenbeek, proprio quello dov’è stato arrestato Salah, fosse già in mano della polizia giudiziaria federale di Bruxelles. Il tabloid bruxellese spiega che “apprendendo dell’arresto di Salah Abdeslam proprio all’indirizzo che è stato comunicato a dicembre, la polizia aprirà un’inchiesta”

Il giornale “Politico” spiega che: “La cattura di Abdeslam fu un momento di orgoglio per la polizia belga e francese. Tuttavia, appare come un’occasione mancata. I poliziotti non hanno interrogato l’uomo sull’eventualità di attacchi imminenti. Il centro di analisi della minaccia in Belgio non ha rilevato livelli di allerta dopo l’arresto. Eppure, sembrava lecito aspettarsi una reazione del sedicente islamico per la cattura di un suo uomo chiave.

In un momento di massima allerta continentale, come quello che stiamo vivendo da giorni, le evidenti falle dei servizi segreti sono sconcertanti. È giunto il momento di collaborare, di superare le barriere del nazionalismo che limitano la cooperazione tra i servizi a un mero scambio di informazioni banali. Occorre, la creazione di unico corpo continentale coeso per la difesa di un territorio condiviso come quello dell’Unione europea.

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