Birmania: storica visita di Obama a Rangoon

La Birmania ha accolto il 44° Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Arrivato oggi a Rangoon  per una visita di circa sei ore. Ad accogliere il Presidente fresco di conferma elettorale dopo la vittoria sull’avversario repubblicano Romney, bambini di una scuola elementare, vestiti con una camicia bianca uniti dal grido “America”.

Un evento senz’altro storico dato che nessun Presidente americano si era mai recato in Birmania. Obama si è prima trattenuto con il suo omologo birmano Thei Sein, ex membro della giunta militare. Le riforme militare e economiche attuate dalla Birmania costituiscono “il primo passo che sarà un lungo viaggio ma questo processo può condurre ad incredibili risultati ed incredibili opportunità in materia di sviluppo”. 

 

Successivamente il Presidente ha incontrato Aung San Suu Kyi nella sua dimora, la stessa abitazione in cui è stata rinchiusa per quindici anni sotto l’effetto degli arresti domiciliari imposto dalla giunta militare birmana. Nel colloquio con la signora di Rangoon Barack Obama, ha colto l’occasione per sottolineare che “non si può assolutamente limitare la libertà dell’uomo”.

Obama ha dunque concluso questa sua storica visita con un discorso tenuto preso l’Università di Rangoon. “Ci avete dato la speranza, e l’America e con voi”, ha dichiarato con orgoglio al popolo birmano. “Quando ero alla Casa Bianca dissi che avrei teso la mano ai paesi governati dalla violenza e sono qui per offrirvi la mia amicizia, la lotta per la democrazia non deve essere offuscata e ostacolata, chi è al potere deve accettare i limiti”, ha ricordato Obama.

Questa storica visita costituisce l’abbattimento di tre anni di contatti mirati al riavvicinamento americano-birmano. Altri prigionieri sono stati rimessi in libertà nel territorio birmano, 66 per l’esattezza, tra i quali 44 prigionieri politici. Si tratta della seconda ondata di liberazioni.

Manuel Giannantonio

19 novembre 2012

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