Bruxelles riparte, identificati i kamikaze

Bruxelles riparte, identificati i kamikaze

Sono stati identificati dalle autorità belghe i due kamikaze che ieri mattina si sono fatti saltare in aria all’aeroporto di Zaventem: sarebbero i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, 27 e 30 anni, già ricercati dalle forze dell’ordine, uno per terrorismo e l’altro per una pena mai scontata. Il terzo uomo del commando, Najim Laachraoui, 24 anni e di nazionalità belga, ritenuto l’artificiere sia degli attentati di ieri che di quelli del 13 novembre scorso a Parigi, è ancora a piede libero. Solo poche ore fa La Derniere Heure, citando “fonti proprie”, aveva dato notizia della sua cattura, smentita poco dopo dalla testata stessa. L’artificiere sarebbe stato individuato grazie alle tracce di Dna presenti sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo Stade de France. Come Salah, anche Najim Laarchraoui avrebbe trascorso i quattro mesi di latitanza nella totale omertà del quartiere di Bruxelles.

Identificati i kamikaze – I fratelli kamikaze sono stati identificati grazie alla preziosa testimonianza del tassista che li ha trasportati dall’abitazione in cui risiedevano all’aeroporto. L’uomo ha potuto fornire alle forze dell’ordine l’indirizzo dove aveva prelevato i terroristi, a Schaerbeek, consentendo le perquisizioni che hanno portato al ritrovamento di sostanze chimiche, di un ordigno esplosivo e di una bandiera dell’Isis. Inoltre, grazie alle registrazioni delle telecamere di sicurezza, gli inquirenti si sono accorti che il numero dei bagagli trasportati non corrispondeva al numero degli ordigni esplosi: ciò ha permesso l’immediato intervento degli artificieri che hanno individuato il bagaglio contenente l’ordigno inesploso e l’hanno neutralizzato. Oltre al taxi l’inchiesta si focalizza su altri due veicoli che sarebbero stati usati dal commando: una Renault Clio e un’Audi nera S4.

Tra le vittime un’italiana – Ancora nessuna notizia, invece, dei responsabili dell’attacco alla metropolitana di Maelbeek, vicino alle sedi delle istituzioni Ue, dove sono morte 11 persone. Tra le vittime, probabilmente, anche una donna italiana che risultava dispersa: la Farnesina ha comunicato che sono in corso tutte le verifiche. Intanto, il capogruppo di Ap alla Camera Maurizio Lupi ha detto che “si tratta di una cittadina italiana che era dispersa e che prendeva normalmente la metro. La famiglia è con il nostro console e sta facendo il riconoscimento”.

La capitale Ue riparte – All’indomani della strage che ha contato 31 morti e 260 feriti, Bruxelles torna a vivere. La capitale dell’Unione Europea ha deciso di reagire alla minaccia terrorista e di non restare inerte: i collegamenti ferroviari sono tornati alla normalità; il servizio della metropolitana, seppur in orario ridotto, è stato riattivato; le università che erano state evacuate ieri hanno ripreso regolarmente le attività didattiche; la circolazione delle automobili, che ieri era stata bloccata sulle principali arterie della città, è ripresa sull’asfalto ricoperto di scritte fatte con gessetti colorati: “Fuck terror”, “Love”, “Freedom”.

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