Irlanda: 10.000 persone sfilano per ricordare il decesso della giovane indiana incinta

Più di 10.000 persone hanno deciso di manifestare sabato a Galway, nell’Irlanda del Sud per protestare contro la morte di una donna indiana in un ospedale in cui i medici hanno rifiutato di praticare l’interruzione della gravidanza che stava diventando fatale per la giovane donna. Dopo aver osservato un minuto di silenzio, i manifestanti in massa hanno reclamato e protestato per un immediato cambiamento della legge in un paese in cui l’aborto è severamente vietato e che in questa drammatica circostanza è costato purtroppo la vita a una giovane donna.

Alcuni dei manifestanti hanno esibito dei cartelloni con la scritta “mai più questo” circondati da candele accese. La giovane ragazza incinta di 17 mesi, si presentò all’ospedale di Galway il 21 ottobre a causa di intensi dolori provenienti dalla schiena. Dopo essere stata informata della pericolosa gravidanza, ha consapevolmente richiesto l’interruzione della stessa per salvaguardare la propria vita, ma i medici le risposero che non potevano agire finché era percepibile il battito del feto, secondo quanto riferito dal marito al giornale Irish Times.
Le autorità irlandesi hanno aperto un inchiesta, mentre sabato la polizia ha indicato che presenterà aiuto e assistenza nel quadro dell’inchiesta stessa. L’aborto in Irlanda è vietato e non consentito dunque dalla legge tranne nel caso in cui la madre è in pericolo di vita, secondo il codice della corte suprema del 1992. Nonostante ciò nessuna legge è stata promulgata per applicare tale decisione. L’attuale governo irlandese a da poco annunciato l’intenzione di agire in questo senso.

Manuel Giannantonio

18 novembre 2012

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