Raqqa: la routine del terrorismo ripresa di nascosto

Raqqa: la routine del terrorismo ripresa di nascosto
Foto: Expressen TV

Due donne straordinariamente coraggiose, hanno rischiato la loro vita per divulgare al mondo un filmato in cui riprendono la quotidianità nella città base dell’ISIS, Raqqa. Il documento eccezionale, lascia poco spazio all’immaginazione proponendo la cruda realtà in cui la vita vale poco e niente e nella quale i suoi abitanti cercano di vivere giorno dopo giorno contro la paura

RAQQA – Raqqa, città nel nord della Siria con circa 200 000 abitanti è la roccaforte del sedicente Stato islamico che in questa zona ha impiantato la sua amministrazione, i suoi disumani tribunali e le sue forze dell’ordine.
Cosa può significare vivere quotidianamente in questa città, nel cuore del terrorismo? Due donne coraggiose hanno agito da reporter, riprendendo la città di nascosto sotto il loro niqab, e documentando di fatto alcuni aspetti della routine del terrore in un documento eccezionale. Il canale televisivo svedese Expressen TV ha annunciato l’attività delle due donne, diffondendo un loro video della durata di 13 minuti. È possibile vedere i desolanti quartieri distrutti dalla violenza della guerra dove molte persone continuano a vivere giorno dopo giorno nella paura più buia. Le telecamere di proprietà del canale televisivo svedese sono state introdotte nella città attraverso il contrabbando. Le riprese sono a tratti commentate dalle due donne che hanno svolto questo lavoro rischiando la propria vita. Una di loro racconta: “Un giorno andavo al mercato. C’era una folla di persone e l’autobus si è fermato. Ci sono state delle esecuzioni pubbliche”.

Le immagini che potrebbero urtare la sensibilità dei lettori, indubbiamente dure e crude, mostrano inequivocabilmente la violenza quotidiana che le donne sono costrette a subire. I volti femminili sono espressamente vietati di essere scoperti negli spazi pubblici, tanto da oscurare i volti delle donne sulle confezioni di tinture per capelli. Un fatto che la dice lunga sulla politica interna di segregazione del regime. Donne, che non possono permettersi assolutamente di viaggiare né tanto meno intraprendere un percorso di studi.

Le immagini testimoniano come la gente sia terrorizzata e assoggettata al potere del terrore. La paura della pena di morte, della lapidazione, della decapitazione o delle esecuzioni in pubblico sono le armi di Daesh per controllare il suo popolo. Le strade sono presidiate da uomini armati di kalashnikov pronti a uccidere in qualsiasi istante. Strade, in cui la vita vale meno di un pacchetto di sigarette.

Il video di Expressen TV è stato riproposto da diversi media internazionali tra i quali l’Huffington Post.

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