Israele: Bombardamenti nella notte

La notte tra giovedì e venerdì è stata fortemente movimentata nella striscia di Gaza. Tre palestinesi avrebbero perso la vita a Beit Hanoum e l’esercito avrebbe condotto 130 raid durante la notte, prendendo di mira diversi bersagli, tra i quali Gaza. Questi attacchi sopraggiungono qualche ora dopo il lancio di due missili da parte dell’Hamas, il partito islamico che controlla la striscia di gaza.

L’esercito ha indicato attraverso un apposito comunicato, di aver attaccato dei siti sotterranei adibiti al lancio di missili. Un porta voce del ministro della difesa israeliano ha inoltre indicato che decine di colpi hanno avuto luogo venerdì mattina a Gaza. Alcuni giornalisti hanno confermato questa informazione. 
Giovedì, un porta voce dei servizi medici di urgenza dell’Hamas ha dichiarato che questi attacchi israeliani avrebbero costato la vita a tre persone nei pressi di Beit Hanoum, ferendo una dozzina di persone. L’attacco di Tel Aviv, rivendicato da Hamas e dalla Jihad islamica, è stato il primo a mirare effettivamente la capitale economica di Israele dal 1991.
L’intensificazione degli scontri tra Hamas e l’esercito israeliano ha provocato la morte di più di 21 persone da mercoledì. Giovedì il ministro della Difesa israeliano, Ehoud Barak, ha approvato il richiamo di milioni di riservisti, che potrebbero essere mobilitati fin da subito.
Il Primo ministro Benyamin Netanyahou ha già indicato che qualsiasi violenza sul lato palestinese non resterà senza risposta, dopo una prima ondata di violenza verificatasi sabato. Il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, si recherà in Egitto e ad Israele, la settimana prossima, alfine di partecipare all’elaborazione di una possibile tregua delle violenze.
Il Primo ministro egiziano, Icham Kandil, ha già fatto sapere che visiterà Gaza venerdì, per apporre il sostegno del governo con Hamas. Dovrebbe anche esaminare le possibilità di organizzare uno stop alle violenze. Inoltre, ha dichiarato che se l’ampiezza dei bombardamenti israeliani non ha ancora raggiunto il livello dell’ultima invasione della striscia di Gaza, nel 2008, non scarta a priori la possibilità di procedere con un attacco terreno. La situazione dunque rimane molto tesa.

Manuel Giannantonio

16 novembre 2012

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