Libia. Liberati gli ostaggi italiani Pollicardo e Calcagno

Libia. Liberati gli ostaggi italiani Pollicardo e Calcagno

Sono stati liberati in Libia i due tecnici italiani rapiti Gino Pollicardo e Filippo Calcagno.

L’Italia può tirare un sospiro di sollievo, dopo che ieri in tanti hanno temuto il peggio non appena si è diffusa la notizia della morte di Salvatore Failla e Fausto Piano, gli altri due lavoratori della ditta Bonatti che erano stati rapiti il 20 luglio scorso nella zona di Mellitah, a 60 chilometri da Tripoli.

Visibili sui volti di Pollicardo e Calcagno i segni della tensione e della sofferenza, come appare in un video diffuso su Facebook dal Sabratha Media Center, nel quale i due italiani sono al telefono con le famiglie per informarle della liberazione e mostrano tra le mani un biglietto con scritto: “Siamo liberi e stiamo discretamente fisicamente, ma psicologicamente devastati. Abbiamo bisogno di tornare urgentemente in Italia”.

La notizia della liberazione è stata data in prima battuta da Domenico Quirico, inviato de La Stampa e poi confermata dalla Farnesina che, in una nota, spiega: «i due italiani non sono più nelle mani dei loro rapitori, si trovano ora sotto la tutela del Consiglio militare di Sabrata e sono in buona salute torneranno presto in patria».

Pollicardo e Calcagno, dunque, al momento sono nelle mani della polizia locale e presto saranno trasferiti in una ‘zona sicura’ e presi in consegna da agenti italiani che li riporteranno in patria.

La liberazione sarebbe avvenuta con un blitz militare che avrebbe coinvolto due milizie che lavorano con il governo di Tripoli.

Intanto le famiglie dei due ostaggi liberati possono iniziare a festeggiare. Gianluca Calcagno figlio di Filippo, intervistato dall’ANSA dice: «Ho appena sentito al telefono mio padre, è libero. Sta bene, anche se è molto provato. Mi ha detto che in questo momento lui e Gino Pollicardo sono nelle mani della polizia libica e che non vedono l’ora di rientrare in Italia».

Anche la politica esulta: «C’è sollievo dopo le terribili notizie di ieri», è stato il commento della presidente della Camera, Laura Boldrini, che aggiunge: «in Libia al momento non ci sono i presupposti per un intervento dei nostri militari».

Non mancano, però, le polemiche da chi come Paolo Romani, capogruppo dei senatori di Forza Italia, dice: «Resta il dubbio, anche per la rapidità dell’operazione, che un identico sforzo si potesse mettere in campo pure per le due vittime innocenti. È dunque necessario che vengano chiariti ai due rami del Parlamento tutti gli aspetti della vicenda».

Sulla delicata questione il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, terrà una informativa in aula alla Camera mercoledì prossimo.

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