Israele: il paese denuncia all’ONU incursioni siriane

Tre carri armati siriani avrebbero penetrato nella giornata di sabato 3 novembre la zona demilitarizzata nella frontiera di Israele. Un confine quasi dimenticato, quello che l’Economist   qualche tempo fa considerava , “il confine più pericoloso del mondo”. Questa incursione ha provocato la collera dello Stato ebraico, che ha denunciato immediatamente l’accaduto all’ONU per violazione dell’accordo di non belligeranza firmato nel 1974.

Immersi nella loro campagna elettorale gli israeliani hanno fatto un brusco ritorno nella realtà. Tre carri hanno fatto irruzione nella zona demilitarizzata del paese, proprio nel settore centrale delle alture del Golan che è diventata zona ebraica con l’apposita legge del 1981. Questi carri appartenenti all’esercito siriano hanno, secondo fonti israeliane, penetrato nel villaggio di Beer Ajam per combattere i ribelli del regime di Bachar Assad.

 

I carri non si sono tuttavia avvicinati alla frontiera e non hanno per ora costituito nessuna minaccia reale ma la cosa non ha impedito ai responsabili israeliani di esporre denuncia presso l’ONU per la violazione degli accordi firmati nel 1974 in seguito alla guerra di Kippour.

Nel mese dello scorso luglio, Israele denunciò l’infiltrazione dei soldati siriani nella zona demilitarizzata. Secondo i media locali, l’esercito israeliano ha alzato il proprio livello di allarme lungo la frontiera con la Siria che, ufficialmente, è ancora in stato di guerra con lo Stato ebraico. Il conflitto ebraico-siriano sta diventando la più burrascosa situazione del medio Oriente.

Manuel Giannantonio

4 novembre 2012

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