Haiti: Sandy fa piombare il paese nell’angoscia sanitaria e alimentare

L’attenzione globale sembra essersi concentrata sull’uragano Sandy e il suo passaggio negli States in particolare nella East Coast, nello Stato di New York, del New Jersey e nel Maryland, lo Stato della capitale Washington D.C. Ma prima di giungere e colpire queste località Sandy è precendentemente passata nei caraibi causando danni proporzionalmente maggiori a quelli subiti negli States. In particolar modo Haiti è stata colpita in maniera intensa e date le caratteristiche delle proprie strutture l’impatto dell’uragano ha avuto un effetto ben più intenso senza contare che il paese sta ancora cercando di uscire dai problemi causati dall’uragano Isaac nel 2010.

 

Per tre giorni, Haiti è stata colpita dalle intemperie che hanno causato inondazioni, scivolamenti del terreno e distruzioni di abitazioni. La regione più colpita è il dipartimento dell’Ovest, incluso Port au Prince, che deplora una ventina di morti, tra le quali famiglie intere sommerse nelle loro stesse abitazioni dal fango. Nella capitale, gli accampamenti che ospitano 370 vittime del sisma del 2010 sono state colpite e si contano 18 morti.

Numerose piantagioni sono andate distrutte e le strade tagliate, isolando città nei dipartimenti del Sud ed del Sud -Ovest, come indicato dalle autorità. Sandy ha dunque lasciato circa 18 000 famiglie senza riparo. Le squadre della direzione della protezione civile di Haiti, assistite da esperti internazionali, hanno iniziato le operazioni di smistamento dei danni causati dai 50cm di pioggia registrata in alcune regioni del paese.

Le Nazioni unite si inquietano delle conseguenze a lungo termine del passaggio dell’uragano, e specialmente dei rischi legati all’aggravamento delle condizioni sanitarie. Dall’ottobre 2010, il colera ha toccato 600 000 abitanti nel paese e ha provocato la morte di più di 7 400 persone.

Nel corso degli ultimi giorni, le organizzazioni umanitarie hanno osservato un forte aumento dei casi di colera nei sette dipartimenti, di cui 86 nei campi di rifugiati di Port au Prince, secondo l’Organizzazione panamericana della sanità. Cosa che resta ancora difficle da confermare dato che diverse comunità risultano isolate ed accessibili solo con l’elicottero.

Le autorità di Haiti e le organizzazioni umanitarie giunte appositamente sul posto si preoccupano anche dell’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, di fatto la distruzione delle piantagioni e dei beni di prima necessità interessa un terzo del paese. “L’economia ha subito un duro colpo, severo”, ha dichiarato il primo Ministro, Laurent Lamothre a Reuters. “La maggior parte delle persone risparmiate dall’uragano Isaac sono state colpite da Sandy”, ha puntualizzato Lamothre.

La distruzione dei beni alimentari potrebbe aggravare una situazione già tesa sul piano politico, mentre il paese è stato scosso nel corso degli ultimi mesi da violente manifestazioni contro il caro prezzo. Una paura spiegata da Jean Debalio, direttore del dipartimento del Sud al ministero dell’agricoltura. “Tutto ciò che i paesi avevano è stato devastato. Alcuni hanno già preparato i loro campi per le coltivazioni invernali e sono stati devastati”. 

Per fronteggiare la delicatissima situazione, il governo ha annunciato la concessione di 350 milioni di euro per aiutare le regioni disastrate. Lo Stato e le organizzazioni umanitarie hanno cominciato a distribuire cibo , acqua e altri beni di prima necessità alle vittime dell’uragano. Nella giornata di venerdì il Presidente haitiano, Michel Martelly, e il primo Ministro hanno distribuito delle provviste alimentari e bottiglie d’acqua nei quartieri poveri della capitale. “Le provviste sono ad un numero spaventosamente basso. Dopo la tempesta tropicale Isaac ad agosto, le provviste non sono state ancora sostituite adeguatamente”, ha confermato George Ngwa, portavoce dell OCHA, associazione che coordina gli aiuti umanitari ad Haiti.

Un appello all’aiuto umanitario è stato lanciato e il Venezuela ha prontamente risposto inviando una nave con beni e cibo. L’Unione Europea ha indicato che sosterrà gli sforzi di ricostruzione per Haiti.

Manuel Giannantonio
1 novembre 2012

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