Costa d’Avorio: Amnesty International denuncia la situazione violenta

Amnesty International ha condotto una missione di un mese in Costa d’Avorio e ha denunciato la repressione che si abbatte sui sostenitori dell’ex Presidente Ggabo. Dopo l’inizio dell’anno almeno 200 persone sono state detenute arbitrariamente e hanno subito dei maltrattamenti, secondo l’indagine dell’ONG.

Torture elettriche, violenze fisiche, sessuali. Essere arrestati in questo periodo non è certamente accettabile a Abidjan visto quanto riferito da Amnesty International. L’organizzazione dei diritti dell’uomo denuncia un’ondata di repressione che ha colpito i sostenitori del fronte popolare ivoriano (FPI), il partito dell’ex Presidente Laurent Gbagbo. 

 

Nei quartieri di Yopougon a Abidjan, decine di persone sono state interpellate dalle forze repubblicane della Costa d’Avorio (FRCI) e detenute in luoghi considerati illegali, come caserme, senza nemmeno un qualsiasi intervento giudiziario. Alcune di queste persone hanno dovuto pagare delle sanzioni per vedersi liberare.

La psicosi che ha succeduto gli attacchi contro i commissariati e le caserme di Abidjan, ha giocato senza alcun ombra di dubbio un ruolo in questa repressione ma Amnesty International intravede anche una volontà di vendetta di alcuni ex ribelli ivoriani.

L’esempio del campo di sfollati di Nahibly nell’Ovest ivoriano è eloquente. Nel mese di luglio, dei cacciatori dozos hanno voluto vendicarsi di un attacco attribuito ad elementi pro Gagbo e hanno colpito il campo arrestando e uccidendo diverse persone.

Manuel Giannantonio

27 ottobre 2012

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