Giappone: Il ministro che collaborava con la Yakuza

Il ministro della giustizia giapponese Keishu Tanaka, ha presentato ufficialmente le sue dimissioni a causa del suo stato di salute. Ma la ragione vera di tale decisione, considerando che ha occupato la sua carica meno di un mese dato che fu nominato il 1° ottobre scorso, è un’altra. Ha infatti riconosciuto vecchi legami con la malavita locale, la Yakuza, la potente mafia nipponica, dopo aver resistito per diversi giorni alle richieste di una sua immediata dimissione.

I fatti risalgono a un trentina di anni fa e sono stati rivelati dal giornale Shukan Shinsho. Keishu Tanakaha ha effettivamente ammesso di aver avuto a che fare in maniera diretta con il matrimonio di un membro di una gang. Ha inoltre assistito a una serata per un noto boss della malavita di Yokohama. “Se avessi saputo che quella serata è stata organizzata da un membro del crimine, non avrei certamente partecipato”, ha risposto Tanaka cercando dunque di difendersi. 
L’ex ministro assicura di non aver mai creato problemi di sorta nel gestire queste imbarazzanti relazioni. Giura anche di non aver mai favoreggiato o aiutato nessun membro della Yakuza. Ma il Shukan Shinso afferma che Keishu Tanaka si è largamente appoggiato ai suoi personalissimi legami con la mafia nel corso della sua carriera politica, così come nei suoi affari personali.
Come se non bastasse Tanaka è accusato di aver ricevuto 4.000 euro in donazioni dall’estero per la sua attività all’interno del Partito democratico, cosa strettamente vietata in Giappone. Per Yoshihiko Noda questo caso non poteva capitare in un momento peggiore. Il suo ministro dei Servizi finanziari si è suicidato il mese scorso, come ricorda l’autorevole Telegraph. Inoltre ai problemi di natura economica e diplomatica dell’arcipelago, specialmente con la Cina, deve far fronte a una pressione crescente dell’opposizione che stima di organizzare delle elezioni legislative anticipate.

Manuel Giannantonio

23 ottobre 2012

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