Libia: violenti scontri e voci sulla morte di un figlio di Gheddafi

Scontri violenti a Bani Walid, un ex bastione del regime di Gheddafi hanno provocato la morte di circa un trentina di persone nella giornata di sabato, mentre alcune voci circa l’arresto di uno dei figli dell’ex leader libico, ucciso il 20 ottobre 2011 si diffondevano. La confusine regnava sovrana dunque nella Libia dopo alcune dichiarazioni ufficiali contradditorie sugli arresti dei membri dell’ex regime, tra i quali il portavoce del regime e uno dei figli di Mouhammar Gheddafi mentre avvenivano gli scontri a Bani Walid. 

 

Nuovi scontri tra i combattenti rimasti fedeli a Mouammar Gheddafi e anziani ribelli hanno generato la morte di almeno 26 persone e più di 200 feriti. Per giustificare l’operazione militare lanciata contro la città, il presidente dell’assemblea nazionale ha indicato che quest’ultima è diventata un riparo per un gran numero di fuori legge ostili alla rivoluzione e anche dei mercenari. L’ONU ha espresso grande inquietudine a proposito di questi scontri.

L’ufficio del Primo ministro ha inoltre annunciato in un breve comunicato l’arresto di Moussa Ibrahim, ex portavoce del regime di Gheddafi , in una città tra Bani Walid e Tripolo. L’informazione è stata in seguito ripresa e diffusa dai media locali.

Il porta voce del governo ha dichiarato sulla televisione privata Libya al Ahar, che il governo non ha assolutamente confermato voci ufficiali sull’arresto di qualsiasi membro dell’ex regime. Moussa Ibrahim ha egli stesso smentito la notizia in serata, tramite una registrazione audio diffusa sul social network Facebook, la cui autenticità però non è stata verificata.

Rumours e annunci ufficiali contradittori hanno circolato anche sull’arresto di altri responsabili dell’ex regime, tra i quali Khamis, l’ultimo figlio di Gheddafi, dato per morto dai suoi dal mese di ottobre 2011.

Manuel Giannantonio

21 ottobre 2012

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