Navi Usa ostaggio dell’Iran. Rilasciati i 10 marinai

Navi Usa ostaggio dell’Iran. Rilasciati i 10 marinai
navi usa

Rilasciati i dieci marinai americani, catturati ieri nelle acque iraniane. A riferirlo è  Al Jazira citando a sua volta la televisione di Stato iraniana.

Due navi americane con a bordo 10 marinai (tra cui una donna), sono state catturate  ieri nel Golfo Persico per aver violato le acque territoriali. Immediata la telefonata del segretario di Stato statunitense John Kerry per riferire al ministero degli Esteri iraniano che il transito delle navi in quel punto è stato un incidente, e “non una violazione intenzionale delle acque territoriali iraniane”. Così -dopo una giornata di tensione- anche Teheran ha confermato che si è trattato “solo di un guasto, nessun atto ostile”.

Le due navi – ha spiegato il portavoce del Dipartimento alla Difesa Usa, Peter Cook- “stavano navigando tra il Kuwait e il Bahrain”. Pare poi che una delle due navi abbia avuto qualche problema ed abbia sconfinato per sbaglio. La seconda imbarcazione avrebbe poi seguito la prima nella rotta, quindi nell’errore. Una rotta pericolosa poiché nonostante i rapporti tra Usa e Iran -con il recente accordo sul nucleare- siano migliorati, nel Golfo Persico intervengono in totale autonomia i Pasdaran che non dipendono dal Governo, ma dalla guida suprema, l’ayatollah Khāmeneī (notoriamente contro gli Usa e l’occidente).

La Casa Bianca già da ieri aveva confermato di aver “ricevuto rassicurazione che i membri dell’equipaggio stanno bene, vengono trattati con cortesia e riprenderanno presto il loro viaggio”. Ma alcune fonti iraniane avevano fatto pensare al peggio. Infatti l’agenzia iraniana Fars, ha diffuso la notizia di un  “arresto” per i marinai e di un riferimento anche a sospetti di spionaggio. Sospetti che -sempre secondo l’agenzia- hanno portato le guardie rivoluzionarie islamiche a cercare “prove che stavano spiando in acque iraniane”. Sempre secondo la Fars, a boro delle navi sono state individuate tre mitragliatrici calibro 50.

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook