Siria: uccisa la ragazza reporter che sfidava l’IS

Siria: uccisa la ragazza reporter che sfidava l’IS

Dei combattenti del sedicente Stato Islamico (Daesh o IS), hanno ucciso in Siria la giornalista Ruqia Hassan accusata di “spionaggio”, come riporta l’organizzazione dei giornalisti indipendenti Syria Direct

RAQQA – L’esecuzione di Ruqia Hassan è unica nel suo genere poiché è la prima volta che l’IS condanna a morte una giornalista-cittadina per aver svolto giornalismo nel territorio dell’autoproclamato califfato La ragazza, nota con lo pseudonimo di Nisan Ibrahim, collaborava con il gruppo “Raqqa is being slaughtered silently” (RBSS, Raqqa è sacrificata in silenzio, ndr), una Ong che denuncia regolarmente le violazioni dei dirittidell’Uomo in Siria.

“Sono a Raqqa. Ho ricevuto minacce di morte. Lo Stato islamico mi arresterà senza dubbio (…) e mi decapiterà. Ma manterrò la mia dignità: meglio morire che umiliarsi di fronte all’IS”, queste sono state le sue ultime parole. Parole che esprimono un coraggio immenso e una fatale consapevolezza. Sono state pubblicate su Twitter sabato dal fondatore de RBSS, Abu Mohamed.

In una delle sue ultime pubblicazione su Facebook, Ruqia Hassan derideva il divieto di usufruire della WIFI in alcuni punti della città di Raqqa, un divieto naturalmente imposto dall’IS. Quanto all’arresto della giornalista, è difficile determinarne con precisione la data. La sua attività nel cyberspazio si è interrotta di colpo lo scorso luglio, come riporta il giornale britannico Independent. La ragazza non esitava a lanciare sfide allo Stato islamico scrivendo regolarmente dei raid aerei nella zona di Raqqa.

L’annuncio del suo decesso segue quella di un altro giornalista, Naji Jarj, a Gaziantep, città turca che confina con la Siria. Redattore capo di un giornale indipendente Hentha, aveva appena realizzato un documentario sulle violazioni dei diritti dell’uomo commesse dall’IS ad Aleppo.

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