ONU: Romano Prodi eletto nuovo inviato speciale per il Sahel

La nomination di Romano Prodi come inviato speciale delle Nazioni Unite per il Sahel è stata ufficializzata, martedì 9 ottobre. Il primo obiettivo dell’ex presidente della commissione dell’Unione Europea (1999-2004) e capo del governo del bel paese a due riprese (1996-1998 e 2006-2008) è la risoluzione alla crisi del Mali.

La sua nomination per mano del segretario generale dell’ONU, Ban Ki Moon non ha sollevato alcuna obiezione. Romano Prodi dunque è ora ufficialmente l’inviato speciale delle Nazioni Unite per il Sahel, con obiettivo primario la risoluzione della crisi del Mali. Il primo punto che dovrà affrontare sarà quello di mettere appunto e applicare una strategia regionale appoggiandosi sugli sforzi dei paesi del Sahel per regolare la complessa crisi della regione, concentrandosi prima sul Mali dove il Nord è sotto il controllo degli estremisti islamici.
“Il Sig. Prodi avrà la sua base operativa in Italia dove sarà assistito da una squadra”, ha precisato il portavoce dell’ONU Martin Nesirky sopranominato “Il professore”, un chiaro riferimento al suo passato di professore di economia, Prodi ha dimostrato talento innegabile nel negoziare, prima come capo dell’Istituto per la ricostruzione industriale (IRI), la più importante Holding pubblica italiana a partire dal 1982, e successivamente in politica dove si è lanciato a 50 anni inoltrati.
Dal 1999 al 2004, ha supervisionato a Bruxelles due tappe storiche della costruzione dell’Unione europea: l’introduzione dell’euro e l’allargamento dell’Unione stessa a 25 paesi. Di nuovo alla guida del governo italiano a partire dal 2006, mise a disposizione soldati per la missione di mantenimento della pace targata ONU, soprattutto nel Libano.
Dopo il suo incarico di presidente del consiglio italiano, “il professore” ha ripreso le sue attività universitarie e diplomatiche, insegnando presso l’università americana di Brown. Nel 2008 presidiò un comitato congiunto dell’ONU e dell’Unione africana sul mantenimento della pace in Africa.

Manuel Giannantonio

10 ottobre 2012

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