Iran: rallentamenti nel programma nucleare

La notizia fu in qualche modo anticipata dal pittoresco discorso di Benjamin Netanyahu nel corso dell’Assemblea generale dell’ONU di New York City in cui esibì presentando un grafico sul quale disegnò una linea rossa sul programma nucleare iraniano. Inoltre questo discorso potrebbe anche spiegare le anticipazioni circa la possibilità di ripercussioni di natura israeliana sul programma nucleare iraniano nella primavera del 2013. Il quotidiano israeliano Haaretz ha affermato oggi che la Repubblica islamica ha rallentato le attività sul proprio programma nucleare.

 

Secondo il giornale, il ministero israeliano della Difesa avrebbe ricevuto informazioni supplementari dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) indicando che l’Iran utilizza la maggior parte dell’uranio arricchito per alimentare il suo reattore di ricerca medica, che serve a diagnosticare tumori. E proprio il giusto argomento sostenuto dai dirigenti israeliani per giustificare la natura strettamente pacifica del loro programma nucleare. “L’Iran ha respinto il muro di immunità di otto mesi almeno”, e la posizione israeliana a New York è la diretta conseguenza di questa azione, come suggerito da un alto responsabile israeliano a Haaretz.

Mentre le informazioni diffuse nelle ultime ore che confermano effettivamente un significativo rallentamento nelle procedure nucleari e di conseguenza nel programma nucleare civile iraniano minimizzano la minaccia di una bomba atomica, un altro documento si fa sicuramente più allarmista. Un rapporto dell’Istituto per la scienza e la sicurezza internazionale documenta che l’Iran potrebbe arricchirsi di uranio per dotarsi di una bomba atomica nell’arco di tre o quattro mesi.

Secondo il documento pubblicato lunedì da una organizzazione dichiaratasi indipendente, la Repubblica islamica avrebbe bisogno soltanto di otto mesi per dotarsi di un arma atomica. Conclusioni che trovano un sostegno da parte del segretario della difesa americano Leon Panetta, che dichiarò il mese scorso che “l’Iran avrebbe bisogno di circa un anno per produrre una bomba atomica, se Teheran dovesse prendere questa decisione”.

L’imminenza di una bomba iraniana è temuta da circa 25 anni dalla diplomazia internazionale. I servizi americani e israeliani sono formali in questo senso: nei loro ultimi due rapporti ricordano che la Repubblica islamica non cerca più l’armamento atomico ma dal 2003 proseguono ricerche su come abortire la capacità di fabbricare la bomba.

Uno dei dati preoccupanti è confermato dal fatto che il territorio iraniano è ricco di centrifughe soprattutto nel sito nucleare di Fordo. Questa particolarità costituisce per lo Stato ebraico una minaccia. Dato che l’Iran dispone effettivamente di tutti i mezzi necessari per la fabbricazione di una bomba. L’ultimo rapporto dell’AIEA conferma proprio questa realtà. Lo stesso rapporto inoltre riporta di alcune attività svolte in completa segretezza, conclusioni che trovano una qualche conferma in alcune delle inquietudini israeliane. Sul fronte internazionale nonostante questi rallentamenti la situazione rimane certamente tesa.

Manuel Giannantonio

9 ottobre 2012

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