Stati Uniti: Romney si impone nel primo scontro

Prima di essere il primo confronto tra i due candidati alla Casa Bianca quello di ieri sera è sicuramente il più importante. Sicuramente influenzerà i prossimi due incontri ma questo consacrato alla politica interna rimane il tema più importante di questa campagna. In primo luogo si tratta del vero e proprio primo confronto diretto, un test per Romney confermato in svantaggio dai sondaggi che questa volta si impone. Il 67% degli elettori intervistati infatti ha dichiarato di aver preferito la perfomance di Romney che si è dimostrato incredibilmente lucido fissando il suo avversario negli occhi e dimostrando un self control non indifferente una calma dettata da  grande sicurezza che affascina. Questo dibattito infatti  ha proposto un confronto assoultamente affascinante per i due diversi tipi di governance che si sono confrontati.

 

Lo stile è inevitabilmente quello che permette a Romney oggi di rimettersi in carreggiata per la presidenza degli Stati Uniti. Forte di una preparazione meticolosa, il candidato repubblicano è stato rilassato nella sua performance ma soprattutto lucido e diretto affrontando la situazione con grandissima padronanza.

Barack Obama invece utilizza un tempo di esposizione più lungo (il 10% circa che non è poco) e opta per uno stile più accademico, privilegiando le spiegazioni sulle descrizioni. Il presidente uscente, che difende il suo bilancio, si è mostrato un po’ spiazzato dagli attacchi del rivale ed ha risposto alle accuse che il candidato repubblicano non ha effettivamente un piano politico dettagliato e che i suoi propositi sono assolutamente contradittori.

Un simile discorso può confortare chi vede nella candidatura di Romney un’assenza di programma ma non fa breccia negli elettori indecisi. Obama ha inoltre perso la sua semplicità nelle sue argomentazioni cosa che Romney invece ha dimostrato di possedere. Da questo confronto quindi sembra uscire vincitore l’ex governatore del Massachusets in maniera piùttosto sorprendente non c’è che dire. Sicuramente è ancora troppo presto per poterci sbilanciare ma questo dibattito senz’altro avrà un suo peso importante nelle elezioni presidenziali. Questo Romney a suo agio e padrone della situazione contro un Obama apparso stranamente teso visto il vantaggio conferitogli dai sondaggi della Clear Real Politics, si è sicuramente guadagnato la fiducia di molti elettori.

Riduzione delle tasse, la questione sanitaria, le compagnie di assicurazioni private contro la sicurezza sociale diminuita, il budget dell’educazione, sostanzialmente possiamo concludere che questo dibattito ha rappresentato un’opposizione tra small e Big Governement. I due candidati hanno fatto riferimenti ai loro propositi di migliorare la situazione economica. L’America sta attraversando la più grave cirisi economica dagli anni 1930 ed è ora più che mai divisa su chi puntare per rilanciare questa affievolita economia.

Il 6 novembre gli elettori americani dovranno decidere se vorranno continuare e proseguire con l’attuale presidente e le sue riforme concendendogli l’opportunità di concludere il suo progetto o se lasciare il paese nelle mani dell’ex amministratore della Bain Capital . Ma dovranno soprattutto scegliere tra due diverse tipologie di governance, due progetti di due società completamente diverse, due distinte definizioni del paese a stelle e strisce.

Manuel Giannantonio

4 ottobre 2012

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