USA: “Donald Trump si esprime come un bambino”

USA: “Donald Trump si esprime come un bambino”

Il milionario Americano Donald Trump è sempre al centro dell’attenzione. L’ultima curiosità sul suo conto emerge da una ricerca focalizzata sui discorsi politici. Il risultato sancisce quanto sia povero il lessico che utilizza

WASHINGTON D.C – Il linguaggio di Trump è limitato? “Good”, “bad”, “great”.. Donald Trump, attualmente in corsa per le elezioni presidenziali del 2016 utilizza un vocabolario molto povero, paragonabile a quello di un bambino di 10 anni, secondo il test di Flesch-Kinkaid.

Questo sviluppo per la marina militare permette di determinare la complessità di un testo scritto in inglese, in funzione della lunghezza delle sue frasi e del numero di sillabe nelle parole utilizzate. Ora se applichiamo questi testi alla lunghezza dei discorsi introduttivi e conclusivi tenuti dai nove candidati durante il dibattito repubblicano che si è svolto martedì sera a Las Vegas, ne esce che Donald Trump ha il lessico più povero.

BASHAR AL ASSAD È UN TIZIO MOLTO CATTIVO

Il magnate immobiliare ha tenuto un discorso che bambini di 9-10 anni avrebbero potuto comprendere, secondo i calcoli del metodo linguistico Rudof Flesch e dello scienziato J.Petere Kincaid. L’età necessaria stimata per comprendere le dichiarazioni degli altri candidati durante il dibattito tra il senatore Rand Paul e Ted Cruz è stata stimata a 15 anni.

Donald Trump che pronuncia un discorso a Las Vegas lo scorso luglio – Foto: youtubescreenshot

Il miliardario ha per attitudine di utilizzare e abusare parole corte e semplici come “good”, “bad” e “great”. Una prova in questo senso la fornisce la conclusione di un suo recente discorso: “Se sarò eletto presidente, ci rimetteremo a vincere. E avremo un paese geniale, veramente geniale, più di prima”. E inoltre, qualche minuto prima qualificò il presidente siriano Bashar al Assad come “un tizio molto cattivo”.

TRUMP RESTA IN TESTA NEI SONDAGGI

“Donald Trump tenta di rassicurare il suo pubblico, toccando i nostri istinti politici primari. Ripete parole semplici”, spiega Peter Lawler, professore di scienze politiche all’Università Berry College. “Una certa fetta del pubblico americano, associa la semplicità all’onestà. Non credono più ai discorsi elaborati, li giudicano ingannevoli”, aggiunge Matthew Baum, professore di comunicazione alla Harvard Kennedy School.

“Gli altri candidati studiano molto i loro discorsi, e le loro risposte sembrano troppo preparate. Trump si accontenta di dire quello che gli passa per la testa. Ma tutto ciò è calcolato, sa molto bene quello che fa”, analizza Peter Lawler. La sua tecnica sembra anche funzionare se osserviamo i risultati dei recenti sondaggi che gli conferiscono il 38% degli elettori repubblicani che si dicono pronti a sostenere Trump, secondo quanto riferito da un sondaggio pubblicato martedì dal Washington Post.

La semplicità è essenziale per arrivare nel cuore della gente. L’intelligenza è stata definita come la capacità di sintetizzare concetti molto complessi con parole semplici, ma questo studio rivela quanto Donald Trump sia probabilmente, più one man show che politico.

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