Siria: l’Iran consiglia l’intervento di osservatori

In totale, 33 persone, tra le quali 25 civili, sono state uccise martedì attraverso il paese secondo un bilancio provvisorio dell’osservatorio dell’uomo (OSDH). Ad Aleppo, dove l’esercito e gli insorti tentano di segnare zone, dopo due mesi circa cinque civili e due ribelli figurano tra le vittime. A Damasco, quattro soldati sono stati uccisi negli scontri avvenuti nella periferia dei quartieri Hajar al Aswad e Assali che erano sorvegliati dalle forze del governo, sempre secondo quanto riferito dall’OSDH.

Nel corso di una riunione lunedì sera al Cairo di un “gruppo di contatto” sulla Siria (Iran, Egitto, Turchia e Arabia Saudita), Teheran ha spronato l’invio di osservatori dei quattro paesi, nonostante il fallimento del simile progetto targato ONU e Lega Araba. Il ministro degli Affari stranieri Ali Akbar Salehi, ha chiamato “Un arresto simultaneo delle violenze per le parti coinvolte in presenza di un regolamento pacifico senza interventi stranieri e un arresto dell’aiuto finanziario militare e all’opposizione siriana.”, secondo l’agenzia iraniana IRNA.

Il ministero iraniano ha parallelamente smentito l’invio in Siria di guardiani della rivoluzione (pasdaran), la forza d’élite del regime iraniano, all’indomani delle dichiarazioni del comandante capo dei pasdaran, che hanno evocato una missione di consiglio in Siria e nel Libano. Dopo aver partecipato alla riunione  del Cairo, Lakhdar Brahimi, l’emissario dell’ONU e della Lega Arabaper la Siria, doveva recarsi in Turchia martedì per visitare un campo di rifugiati nei pressi della frontiera siriana, secondo un responsabile del ministero delgli Affari esteri turco.  

Lunedì le violenze hanno fatto almeno 137 morti, 72 civili, 41 soldati e 24 ribelli, nel paese. In totale le violenze dunque hanno provocato la morte di più di 27 000 persone in 18 mesi in una rivolta che si è militarizzata di fronte alla represione. Il regime ha affermato che le sue truppe controllano il quartiere strategico di Midane, nel centro di Aleppo.Sul posto, l’esercito consigliava tuttavia agli abitanti di evitare una parte del quartiere, prevenendo che dei tiratori imboscati potrebbero coprire la zona.

Secondo un inchiesta del magazine tedesco Der Spiegel pubblicata questo lunedì, l’esercito siriano avrebbe fatto alcune test con armi di natura chimica nella fine del mese di agosto ad Aleppo. Da Washington D.C hanno già fatto sapere che questa azione provocherebbe un intervento internazionale.

Manuel Giannantonio

20 settembre 2012

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