Siria: l’allarme dell’inchiesta ONU

Il presidente della commissione di inchiesta dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) sulla Siria, Paulo Pinheiro, ha raccomandato lunedì al Consiglio di sicurezza di “adoperare le misure apropriate” per cessare quanto prima gli abusi, le violenze e l’intensità della situazione siriana. Paulo Pinheiro ha inoltre presentato oggi di fronte al Consiglio dei diritti dell’uomo il suo ultimo rapporto sulla Siria.

 

“Abbiamo raccomandato che i nostri rapporti siano trasmessi al Consiglio di sicurezza in modo da poter prendere le misure adeguate in vista della gravità delle violazioni, abusi e crimini diffusi nel paese in serissima difficoltà. Ha tuttavia evitato di menzionare nel corso del suo intervento la Corte Penale Internazionale (CPI) che può essere rinviata solo dal Consiglio di sicurezza. Non ci sono consensi su un eventuale rinvio della CPI, sottolineano alcune fonti diplomatiche da Ginevra. “Le violazioni dei diritti dell’uomo sono aumentate come intensità e ritmo e soprattutto in numero.

 La commissione di inchiesta ha realizzato numerosi rapporti da più di un anno ma non ha mai avuto il permesso di Damasco per recarsi effettivamente in Siria. Nel loro ultimo rapporto, gli esperti denunciano i “crimini di guerra” in Siria e accusano il governo e le forze armate. Affermano che una lista confidenziale di responsabili è stata creata come prima tappa fondamentale verso eventuali procedure intenrazionali.

Questa lista sarà trasmessa all’Alto commissariato dell’ONU per i diritti dell’uomo finché  un meccanismo di giustizia internazionale potrà giudicare i responsabili dei crimini di guerra, come indicato dallo stesso Pinheiro. “La commissione stima che non conviene pubblicare i nomi, dato che il livello di prove utilizzate dalla commissione di inchiesta è inferiore a quello della corte della giustizia”, ha evidenziato Paulo Pinheiro.

Manuel Giannantonio

17 settembre 2012

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