Belgio: crepe nel reattore nucleare di Tihange

Belgio. Durante un controllo sono state trovate numerose crepe nel reattore nucleare numero due di  Tihange, nei pressi di Liegi. Il reattore era stato spento alla fine dello scorso agosto per verificarne le condizioni, una misura cautelativa dopo che un’altra centrale, quella di Doel 3, era stata fermata per danni alla struttura.
Così nel corso di un un’ispezione condotta dai tecnici della Electrabel, sono stati trovati alcuni difetti nella copertura: piccole crepe sono state scoperte nel serbatoio principale.

Dopo la scoperta la riattivazione del sito nucleare sarà posticipata di diverse settimane. Se da una parte ciò rappresenta una grave perdita per il Belgio, che soddisfa circa la metà del suo bisogno di elettricità grazie all’energia nucleare, dall’altra riapre la questione sulla sicurezza nucleare: sono molte le centrali nucleari europee (vedi anche Francia) dove non solo la sicurezza è scarsa (come denunciato più volte da Greenpeace) ma le strutture fatiscenti mettono a rischio interi ecosistemi.
Il Belgio ha però annunciato per i prossimi anni una graduale uscita dal nucleare.
Problemi di questo tipo non riguardano solo l’Europa, difatti a fine agosto Greenpeace aveva messo sotto osservazione anche la centrale nucleare argentina di Atucha come uno dei diciannove impianti a possedere un reattore potenzialmente difettoso. Anche per questi reattori si parla di crepe nella struttura che racchiude il reattore, proprio come quelle delle centrali belghe di Doel 3, e di Tihange.
Tutte queste strutture hanno una cosa in comune: sono state fabbricate dalla olandese Rotterdamsche Doogdok Maatschappij 8rdm, azienda che ha cessato l’attività da diversi anni e che ha consegnato altre 21 strutture simili in tutto il mondo tra cui: due reattori olandesi, due tedeschi, due spagnoli, due svizzeri, uno svedese e dieci presenti negli Stati Uniti.

Enrico Ferdinandi

13 settembre 2012

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