Libia: attentato costa la vita a quattro diplomatici americani

Un attentato  ha colpito l’ambasciata degli Stati Uniti a Benghazi nell’Est della Libia, martedì sera. E costato la vita a quattro americani, tra i quali l’ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Chris Stevens.

Questo attacco è stato la tragica conclusione di una manifestazione che ha avuto luogo di fronte all’ambasciata. I manifestanti agivano contro la diffusione di un film giudicato offensivo nei confronti dell’Islam. “L’innocenza dei musulmani”, realizzato da un uomo con la doppia nazionalità israeliana e americana.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha voluto rendere omaggio agli americani scomparsi nell’attentato e ha reagito a questo attentato pronunciando queste parole: “Condanno questo attentato scandaloso contro la nostra missione diplomatica a Benghazi”. Il presidente americano ha aggiunto che questo evento tragico “rafforza ulteriormente l’impegno degli Stati Uniti per la libertà, la giustizia e la collaborazione con i paesi e i popoli nel mondo”.

Anche il nostro primo ministro Mario Monti ha condannato questo tragico evento “con massima fermezza”. Ha inoltre presentato le sue condoglianze al popolo americano e alle famiglie delle vittime. Di fatto la storia comune tra la Libia e l’Italia evidenzia quanti italiani ancora oggi vivono in Libia. Ciò spinge il governo a “sorvegliare la situazione con particolare attenzione” e Mario Monti sottolinea che i rapporti tra i due paesi restano saldi così come il flusso intenso di cittadini che transitano tra i due paesi.
Il presidente della Repubblica della Polonia Bronislaw Komorowski ha evocato lo zampino di Al Qaeda nell’attentato di Benghazi : “E possibile che quanto accaduto possa essere legato in qualche modo ad Al Qaeda che gioca sulle emozioni delle persone che scatenano gli attentati”. Ha tenuto inoltre a precisare che questa chiave di lettura dell’attentato è da attribuirsi al ministro dell’Interno polacco.

Il ministro britannico degli Affari esteri William Hague ha condannato “un attacco brutale e insensato” e ha reso omaggio alle vittime : “I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alle famiglie e agli amici delle quattro vittime americane che sono state uccise tragicamente dopo aver lavorato con competenza in qualità di diplomatici presso la Libia.  Il ministro degli Affari esteri canadese John Baird invece di passaggio a Tripoli ha denunciato “l’attacco terroristico”. “Questi sporchi eventi sono un problema anche per la Tunisia. La sicurezza della Libia è anche la sicurezza della Tunisia mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha indirizzato le proprie condoglianze nei confronti del popolo americano e degli Stati Uniti. “Oggi abbiamo visto di nuovo il terrorismo colpire con l’omicidio tragico dell’ambasciatore americano in Libia e dei suoi tre impiegati dell’ambasciata americana a Benghazi. Il popolo d’Israele si stringe con quello americano. Il portavoce del ministro degli Affari esteri Yigal Palmor ha negato qualsiasi legame tra Israele e l’autore del film oggetto della protesta. Molte voci si sono alzate contro questa pellicola, una biografia del profeta Maometto. In realtà il film e gratuitamente violento e irride il popolo musulmano. Perfino il Vaticano ha tenuto a denunciare “le offese e le ingiustificate provocazioni” mentre l’Iran ha qualificato il film come “ignobile” secondo il portavoce degli Esteri Ramin Mehmanparast.

Manuel Giannantionio

12 settembre 2012

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