Russia: Putin inamovibile sulle sue scelte

 
Il presidente Vladimir Putin condanna le Pussy Riot, difende Julian Assange e ignora gli apelli lanciati al suo paese perché cambi posizione sulla Siria, in un intervista diffusa giovedì sul canale pubblico russo Russia Today. “Perché solo la russia dovrebbe riesaminare la sua posizione ? Forse i nostri partner nel processo di negoziazzione dovrebbero anche loro cambiare la loro posizione ?

Può darsi che i nostri partner nel processo di negoziazione dovrebbero anche loro cambiare la loro posizione ? “, ha contestato il presidente russo. “Gli eventi degli ultimi anni mostrano come tutte le iniziative dei nostri collaboratori non si siano concluse come desiderate. E cosa succede nei paesi arabi, in Egitto,in Libia, in Tunisia e nello Yemen ? L’ordine non regna in quei paesi. E qual è la situazione in Siria?”, ha aggiunto con tono sarcastico.

Quanto alla politica occidentale di sostegno a l’opposizione siriana contro il regime di Damasco, tradizionale alleata di Mosca, “Allora occorre aprire le porte di Guantanamo e inviare tutti i prigionieri in Siria, a combattere è esattamente la stessa cosa”, ha dichiarato il presidente Putin, alludendo chiaramente al campo americano a Cuba dove sono detenuti dal 2001 prigionieri sospettati di terrorismo. “Alcuni vogliono utilizzare i combattenti di Al Quaeda o altre organizzazioni ugualmente estremiste per raggigunere i propri obiettivi in Siria. Ma non si deve perdere di vista che queste persone colpiranno i loro benefattori”, ha aggiunto Putin. Interrogato sul dossier del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, rifiugiato dal 19 giugno nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra al fine di fuggire dall’estradizione verso la Svezia dove è accusato di stupro e di agressione sessuale, è secondo Putin una mancanza di democrazia e ha denunciato un affare politico. Le autorità britanniche “hanno deciso di estradarlo”. I dirigenti russi hanno espresso a diverse riprese la loro simpatia per il fondatore di wikileaks. Sul caso dei membri del gruppo delle  Pussy Riot, la cui condanna a due anni di carcere per aver cantato una “preghiera punk” anti Putin nella cattedrale di Mosca ha avuto un echo internazionale, il presidente non cambia certo idea. Putin ha fatto sapere che lo Stato ha l’obbligo di proteggere i sentimenti dei credenti. Attento nel non lasciarsi minimamente influenzare dai commenti su questa decisione morale e di giusitizia, ha ricordato che la stessa formazione d’arte contestaria fu filmata nel corso di una scena di sesso collettiva organizzata nel 2008 in un museo zoologico di Mosca. La perfomance intitolata “B… per i piccolo orsetto” fu oggetto di discussione anche nel corso delle elezioni dello stesso anno, anno in cui si impose il presidente Dmitri Medvedev, il cui nome di famiglia ha la parola orsetto come radice. Interrogato sulla sua intenzione di regolamentare la situazione russa anche con metodi estremi, Putin ha risposto:” Se si tratta di esigere di tutto, compreso che i rappresentati dell’opposizione rispettino la legge, allora sì”. Infine, ha abordato le presidenziali americane dei novembre, stimando che il presidente democratico uscente sia “una persona onesta e sincera che realmente vorebbe cambiare la situazione in positivo ma il suo lavoro è ostacolato dalla Lobby militare e dal dipartimento di Stato. Sull’eventualità di una collaborazione con Mitt Romney Putin ha dichiarato che “Noi collaboreremo con quello che il popolo americano sceglierà”.     

 
Manuel Giannantonio
 
8 settembre 2012 
 
 
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