Paura nucleare in Francia: guasto alla centrale di Fessenheim

Torna la paura “nucleare” in Europa, in quella Francia dove due persone sono rimaste ferite leggermente a causa di un incidente di natura chimica che ha avuto luogo nel pomeriggio nella centrale nucleare di Fessenheim (a Strasburgo, nell’est della Francia). Ancora una volta la Francia, che già aveva fatto tremare i cittadini del vecchio continente quando lo scorso mese di dicembre alcuni attivisti di Greenpeace erano riusciti ad introdursi senza problemi all’interno di diverse centrali (se fossero stati terroristi?) mettendo in risalto il degrado delle strutture e la mancanza di controlli seri.

Nel giro di pochi mesi la paura degli europei è tornata a calare, fino ad oggi pomeriggio, gli stessi interrogativi, dubbi, buoni propositi e idee sono tornati a ingrassare le pagine dei quotidiani con dichiarazioni e comunicati che sanno di deja vu.
Niente paura.  Secondo un portavoce del gruppo energetico francese EDF, che gestisce gli impianti nucleari francesi, l’incidente è stato risolto: “due persone sono rimaste leggermente ustionate nonostante l’uso di guanti” e l’incidente è stato causato da un inconveniente avvenuto durante la manipolazione di un prodotto chimico, il perossido di idrogeno, noto come acqua ossigenata.
La prefettura locale ha dichiarato presto che: “Non cè stato un incendio, c’è stata una fuga di vapore di acqua ossigenata prodotta dopo che in un serbatoio e’ stato iniettato perossido che ha reagito con l’acqua” Una cinquantina di pompieri sono tuttora sul posto. Inoltre, secondo il ministero dell’Ecologia francese, l’incidente  non ha interessato la sicurezza nucleare.
Passeranno i mesi e la paura tornerà a giacere in fondo ai cuori degli europei, ma oggi che essa è ancora alta è giusti ricordare che la centrale di Fessenheim (che conta due reattori da 900 megaWatt) è la più vecchia del parco nucleare francese e dovrebbe essere fermata entro il 2017 secondo quanto promesso agli ambientalisti da Francois Hollande durante la campagna presidenziale. Proprio oggi le associazioni antinucleari erano state ricevute dal ministero dell’Ambiente al fine di discutere del futuro della centrale di Fessenheim.

Enrico Ferdinandi

5 settembre 2012

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