Messico: eletto il nuovo presidente Enrique Pena Nieto

Con le urla di centinaia di manifestanti Pena Nieto viene proclamato ed eletto come nuovo presidente del Messico presso il tribunale elettorale federale che conferma ufficialmente l’elezione. Tuttavia il raggiungimento di questo traguardo è soggetto ad alcune polemiche. Sostenuto dal movimento studentesco, il candidato sfortunato del partito della rivoluzione democratica (PRD), Andres Manuel Lopez Obrador infatti contesta questa scelta e chiama la resistenza civile pacifica. I giudici del tribunale hanno proclamato all’unanimità la validità dello scrutinio del 1° luglio che conferisce a Nieto, avvocato di 46 anni, il 38,2% delle preferenze contro il 31,6% ottenuto da Obrador.

La coalizione di sinistra denunciò un probabile acquisto di 5 milioni di voti realizzato da una catena di supermercati e da una banca. La sinistra dunque accusa i media e gli istituti di sondaggi di aver giocato un ruolo fondamentale nella propaganda in favore del partito del PRI. Nel corso della cerimonia per la rimessa ufficiale del documento ufficiale che conferma la sua elezione, M.Pena Nieto ha dichiarato che è “tempo di andare in avanti e di costruire continuando insieme”, invitando i suoi avversari a rispettare le regole. Qualche ora prima, AMLO aveva rifiutato di riconoscere “un potere illeggittimo, nemmeno gravi violazione della costituzione”. Ha successivamente chiamato i suoi sostenitori a riunirsi il 9 settembre, nella piazza principale di Mexico, per definire le modalità della “disobeddienza civile”.Nella folla il movimento studentesco ha organizzato una “marcia funebre”. “Sosterremo simbolicamente la democrazia per risvegliare le coscienze sulla necessità di migliorare le nostre istituzioni malate”, hanno dichiarato alcuni esponenti ed organizzatori di questa mobilitazione concepita contro la manipolazione mediatica in favore del PRI che ha governato il Messico dal 1929 al 2000. Queste contestazioni rischiano di creare scompiglio nel panorama politico messicano ma Nieto che entrerà in funzione dal 1° dicembre non sembra affatto essere preoccupato. Questo clima non è però nuovo nella storia della politica del paese in quanto nel 2006, dopo il precedente scrutinio presidenziale, AMLO rifiutò di riconoscere la propria sconfitta contro Felipe Calderon per il 0,56% delle preferenza. Quanto alla contestazione di AMLO, jesus Zambrano, presidente del PRD, ha evocato un possibile ricorso di fronte alla Corte interamericana dei diritti dell’uomo.

Manuel Giannantonio

1 settembre 2012

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