Thailandia: un senatore uccide per sbaglio la sua segretaria

Una notizia che ha dell’incredibile e rende bene l’idea di un Paese, dove i potenti possono rimanere, pressochè impuniti, compiendo ogni tipo di sorprusi e, come in questo caso, addirittura un omicidio può  quasi passare inosservato come un banale incidente.

La notizia è riportata dal Bangkok Post, dove si legge che la scorsa domenica 12 agosto in Thailandia, il senatore Boonsong Kowawisarat, rappresentante della provincia settentrionale di Mae Hong Son, ha ucciso per sbaglio la sua segreteria, Chanakarn Detkard di 46 anni, mentre si trovavano a tavola per una cena in un ristorante. Dalla ricostruzione sommaria dei fatti, pare sia partito un colpo accidentale dalla sua mitraglietta Uzi, che si trovava appoggiata sul tavolo del ristorante, quasi fosse una bottiglia d’acqua o una lattina d’olio, come voleva una vecchia pubblicità di una nota marca di olio italiano.

La polizia ha comunicato che il senatore per questo “fattaccio”, verrà accusato di omicidio colposo per negligenza, un reato punito con un massimo di 10 anni di reclusione e 20 mila baht di multa,  corrispondenti a circa 510 euro. Viene inoltre riportato che il senatore  Boonsong non è stato arrestato,  a motivo dell’immunità parlamentare di cui gode. Così come la famiglia della vittima, pare non sia intenzionata a denunciarlo, affermando “E’ stato un incidente, non voleva farlo”.

Da questi fatti, l’unica cosa che può sembrare possibile è la causa accidentale, ma per il resto è difficile da capire, perchè un caso come questo possa essere considerato dalle autorità e addirittura dai parenti, come uno sfortunato incidente. Vi pare normale che un senatore se ne debba andare in giro armato  e  soprattutto che debba appoggiare l’arma carica, sul tavolo di un ristorante? Inoltre salta subito all’occhio come la stampa thailandese non ha speso un rigo, per sottolineare in qualche articolo queste incongruenze.

La risposta  non può essere che una sola, e cioè: il basso livello di democrazia che vige in quel Paese. Infatti, probabilmente,  se qualcuno osasse mettersi contro il potere, questo sarebbe sufficiente a giustificare, un  altra arma appoggiata sul tavolo, che gli farebbe cambiare idea, oppure  potrebbe partire un altro colpo accidentale.

Di casi simili in Thailandia ne accadono di frequente e un potente riesce a farla franca, perché le autorità e la stampa non osano andargli contro, oppure  quasi sempre, chi ha subito il danno, trova un accordo con chi ha procurato  il danno  e la cosa finisce lì scendendo nell’oblio…
Evviva la democrazia.

S.D.
15 agosto 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook